Abbiamo lasciato troppi spazi vuoti nella politica e nell’amministrazione pubblica. Spazi che, nell’ultimo anno, sono stati occupati dai "poteri forti", che hanno posto al governo i loro uomini e le loro regole, violando ogni principio di democrazia. Le riforme varate in questi mesi dimostrano quanto questi poteri siano lontani dalla realtà, quanto questi uomini siano lontani dalla gente.
Il vuoto più grande riguarda certamente gli italiani all’estero. A loro, dopo Mirko Tremaglia, non guarda più nessuno. I loro voti servono solo a sostenere i partiti che – in Italia – affrontano problemi diversi e poco interessanti per chi vive e lavora lontano dalla propria casa, dai propri affetti, dai propri amici.
Nessuno pensa a organizzare un decente sistema scolastico all’estero. I tagli e le economie di spesa hanno peggiorato il già precario funzionamento della rete consolare, che è l’unico legame degli emigrati con le istituzioni nazionali. Nessuno promuove una seria presenza culturale lì dove gli italiani vivono e lavorano. E nessuno – che è gravissimo – promuove i nostri prodotti e le nostre manifatture.
Ma non va certamente meglio agli italiani che vivono in Italia: la perdita di miliardi di fondi europei destinati agli investimenti, l’abbandono al loro destino degli operai di Taranto, lo scandalo degli esodati lasciati senza pensione, la inaudita violenza sociale dell’IMU, che emigrati ed anziani pagano alla tariffa massima, l’indecente riforma delle pensioni che penalizza chi ha lavorato onestamente per tutta la vita, la vergogna dei fondi destinati ai partiti e utilizzati per fini personali: sono solo alcuni degli "effetti imprevisti" provocati dall’ignoranza e dal pressappochismo di un governo che ha tutelato con "passione" solo gli interessi miliardari delle banche e delle assicurazioni.
Tutto ciò è accaduto nel silenzio assordante della stampa italiana e internazionale, che ha dato – invece – enorme spazio agli scandali, alle inchieste e alle insopportabili prediche "qualunquistiche" di chi ha fatto dell’antipolitica la più redditizia professione del nuovo millennio.
Dinanzi a questo scenario è venuto il momento di mettere le mani – e la faccia – in politica. Per questo motivo ho scelto di impegnarmi in un grande progetto di riforma, che prevede – finalmente – il rinnovamento delle liste e un vero coinvolgimento della società civile, che passa attraverso una maggiore rappresentatività dei lavoratori e delle donne.
Per sostenere questo progetto io sono pronta a dare il mio contributo di idee e di lavoro. Ma non basta: serve il vostro sostegno, la vostra fiducia, il vostro voto. Che, vi assicuro, non sarà mai tradito.
*candidata PdL alla Camera, ripartizione estera Europa
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