IERI LA PRIMA VITTIMA | Santo Domingo, ora il coronavirus fa paura anche qui [VIDEO]

I dominicani sono spaventati; hanno capito che con questo maledetto virus non si scherza e dunque, a ragione secondo noi, hanno paura

C’è grande attesa nella Repubblica Dominicana per il messaggio alla Nazione che darà questa sera il presidente della Repubblica Danilo Medina, il quale comunicherà le misure decise dal governo per affrontare l’emergenza coronavirus.

Intanto la capitale della RD, Santo Domingo, si è di fatto fermata – o quasi – in questo inizio settimana. Un lunedì e un martedì con le scuole e le università chiuse, con tanti esercizi commerciali che hanno voluto fermarsi, volontariamente, almeno qualche giorno; nelle strade, quasi deserte, pochissime macchine, pochissima gente. E ancora le misure del governo non sono state neppure annunciate.

I dominicani sono spaventati; hanno capito che con questo maledetto virus non si scherza e dunque, a ragione secondo noi, hanno paura. Non sono pochi coloro che già utilizzano le mascherine, per la strada, nei negozi e nei supermercati. Amuchina e gel disinfettanti per le mani, ormai per lo più introvabili, vengono offerti ai clienti dei vari esercizi commerciali e agli ospiti degli hotel, sempre meno frequentati.

Il turismo è stato annientato dal blocco dei voli da e per l’Europa, deciso dal governo dominicano. Un blocco che durerà un mese, poi si vedrà.

Considerando il momento storico che stiamo vivendo, anche per precauzione, la catena di Mc Donald’s nella Repubblica Dominicana ha deciso di chiudere i propri negozi da questo pomeriggio fino a nuovo avviso. E’ un fatto più unico che raro: Mc Donald’s, si sa, non si ferma mai.

“Siamo tutti insieme in questa situazione e dobbiamo pensare a lungo termine per garantire la nostra sicurezza. McDonald’s R.D. continuerà a essere vigile e seguirà da vicino gli eventi”, si legge nella dichiarazione pubblicata sui social network in cui si afferma che verranno prese tutte le decisioni necessarie e in conformità con l’impegno del gruppo a proteggere la sicurezza dei propri clienti e dipendenti.

Nei supermercati di Santo Domingo in alcuni casi si assiste già a momenti di isteria. Svuotati gli scaffali, mancano assorbenti e carta igienica, incominciano a non trovarsi più i prodotti italiani, ad iniziare dalla pasta o dai sughi.

Insomma, in questo mondo globalizzato il coronavirus è arrivato anche qui, ai Caraibi, anche se al momento i contagiati risultano essere 21 – ieri la prima vittima – e dunque la situazione è ben lontana da quella che vive l’Italia. Per ora.