Franco Frattini, ex ministro degli Esteri, in un’intervista al Mattino, commentando l’attuale situazione politica italiana, spiega che “se siamo arrivati a questo punto le responsabilità vanno divise tra le forze politiche. Certo Napolitano non si e’ divertito ad assumere l’iniziativa dei saggi, che pero’ io preferisco chiamare facilitatori. Non capisco perchè i partiti critichino tanto la sua scelta”, visto che i saggi “sono tutte persone di una consolidata e riconosciuta professionalità. A loro viene demandato il compito di trovare un compromesso sulle cose da realizzare per il bene del Paese. E io dico: bene ha fatto il presidente. Di sicuro non si poteva far tornare i cittadini alle urne con la stessa legge elettorale, ci saremmo trovati ancora di fronte a tre minoranze. E poi bisogna far uscire il Paese dallo stallo. E’ possibile che dalle proposte dei facilitatori possa nascere il luogo per un governo di larghe intese”.
Secondo l’ex titolare della Farnesina Mario Monti “ha fatto bene il suo mestiere. E non c’e’ scritto da nessuna parte che sotto la voce ‘affari correnti’ il suo governo non possa farsi carico di alcuni provvedimenti urgenti e non prorogabili”, come ad esempio “un provvedimento urgentissimo che consenta alla pubblica amministrazione di dare l’ok ai pagamenti alle imprese”. Nel frattempo, il Parlamento potrebbe fin da subito “mettersi al lavoro su provvedimenti che siano condivisi”, primo tra tutti la riforma della legge elettorale.
E il Quirinale? Per l’elezione del nuovo Capo dello Stato “sarebbe sbagliata una scelta di parte, destinata ad inasprire lo scontro”, sottolinea Frattini, secondo cui “la soluzione transitoria dei facilitatori ha di fatto invertito il pacchetto del negoziato, perche’ i partiti possano ricercare prima un accordo sul Colle e poi, chissa’, anche sul governo”.
































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