Andrea Masciavè, leghista doc, è candidato alla Camera nella lista PdL – centrodestra italiano, ripartizione estera Europa.
Gli chiediamo subito che effetto fa, ad un esponente del Carroccio come lui, essere candidato nella lista del tanto odiato– fino a qualche giorno fa – PdL. “La Lega dal primo momento si é schierata contro il governo Monti e chi lo sosteneva, chiedendo di andare alle urne. Per poter riaprire un dialogo con la Lega Nord, si chiedevano al PDL alcune cose: staccare la spina al governo, sostenere Maroni in Lombardia e la sua proposta di trattenere il 75% delle tasse sul territorio, di fare un po’ di pulizia anche nelle fila del PDL, Berlusconi non candidato premier… Beh, questi presupposti si sono avverati – spiega a ItaliaChiamaItalia – ed abbiamo ripreso il dialogo. All’estero poi corriamo come centrodestra italiano, nei quali valori, come famiglia, difesa delle radici cristiane, liberismo, meritocrazia, noi della Lega ci ritroviamo”.
La Lega non è sempre stata contro il voto degli italiani nel mondo? Calderoli voleva sopprimere la circoscrizione estero…
“Anche noi la vogliamo sopprimere, é la prima cosa da fare una volta eletti! Non é il voto all’estero in discussione, ma l’attuale circoscrizione estero, che ha molte lacune. Primo, é un contentino agli italiani all’estero: 18 parlamentari su 960 rappresentano circa il 2%. Ma 4.300.000 votanti su 60 milioni sono il 7%; se poi fossero scorporati per regione si arriverebbe in alcune regioni anche oltre il 10% fino al 15%. Secondo: in Europa 4 dei 6 ultimi deputati vivono in Svizzera: rappresentano gli italiani in Europa? O proteggono solo il loro elettorato e dei problemi degli italiani in Finlandia, in Irlanda, Portogallo, non ne sanno nulla? Terzo: i 18 parlamentari in 7 anni hanno fatto approvare solo una legge per gli italiani all’estero (le altre giacciono ancora in attesa della prima commissione), che nessuno conosce, e servono per lo piú a diluire i tagli del governo in piú anni, che comunque ci saranno data la situazione di crisi. Noi crediamo che le Regioni siano gli enti piú vicini agli italiani all’estero, sia perché alcuni statuti giá prevedono agevolazioni per chi voglia rientrare in patria, sia per i contributi alle associazioni regionali, i veneti, umbri, siciliani, sardi… nel mondo per portare la propria cultura, gastronomia, tradizioni, storia. Noi proponiamo che nei consigli regionali si preveda almeno un consigliere eletto all’estero, senza aumentare il numero dei consiglieri. Alle elezioni regionali, dunque, ogni regione sará vista come composta dai cittadini in regione piú i corregionali che vivono all’estero. Essi stessi possono fare una o piú liste per partecipare alle elezioni ed eleggere propri candidati. Ad esempio in Sardegna ci sará da votare per tutti PD, PDL, UDC, …, e magari i sardi nel mondo. Questo permetterá agli italiani nel mondo, per regione, di unirsi e partecipare ed eleggere tanti consiglieri in regione, o far pesare il voto sul candidato o i candidati nelle liste dei partiti tradizionali, dandogli/le un mandato indiretto. Se poi gli italiani si organizzano all’estero, tutti gli eletti nelle differenti regioni porteranno gli stessi temi, che tramite il senato delle Regioni approderanno in parlamento comunque. Questo é il vero federalismo allargato all’estero. Ovviamente l’AIRE diventerá regionale, e le regioni sapranno chi e dove sono i propri corregionali. Infine con un voto alle regionali, prevedendo liste e candidati diversi, si annullerebbe il problema dei brogli, dato che un partito dovrebbe sapere per regione chi sono i candidati da far votare… Noi vogliamo aprire un dibattito su questa proposta, che darebbe un grande valore agli italiani nel mondo”.
Che senso avrebbe per gli italiani nel mondo votare i candidati italiani? Lo scopo della legge Tremaglia è anche quello di poter mandare in Parlamento rappresentanti degli italiani all’estero, del territorio.
“La risposta é nella precedente domanda. Eleggere non piú in Parlamento, ma alle amministrative su base regionale. Anche i costi delle elezioni sarebbero spalmati sulle regioni e non sullo stato”.
Perché hai deciso di candidarti?
“Perché vedo che i partiti esistenti da anni all’estero non hanno risolto i problemi degli italiani nel mondo. Perché credo che la nostra comunitá dovrebbe integrarsi maggiormente nei territori dove risiede e paga le tasse, come fanno greci, turchi, croati, e pesare sulle votazioni locali, richiedendo poi aule, corsi di italiano, ecc, senza aspettare sempre i soldi da Roma. Perché credo in un’Europa su basi diverse di quelle odierne e vorrei mettere a disposizione di tutti la mia esperienza personale di italiano all’estero e le idee che insieme alla Lega Nord Estero abbiamo sviluppato per dare risposte concrete ai cittadini. Infine perché la politica mi piace, e la scommessa é di poter dimostrare da leghista che anche la Lega Nord possa essere utile agli italiani all’estero piú di quanto si creda”.
Come stai vivendo la tua campagna elettorale?
“Bene, incontrare gente, stringere le mani, poter finalmente spiegare che la Lega si interessa dell’estero, che c’é gente che ci cerca, che pure nei dibattiti piú accesi, alla fine se senti dire: ‘ha ragione su tutto, ma non la voto perché della Lega’, capisci che il messaggio é arrivato, che vieni rispettato come persona, e che solo bisogna all’estero mostrare che il movimento si é rinnovato, e che come in Italia, quando é sul territorio, in questo caso l’Europa, fa gli interessi di tutti su quel territorio”.
Iniziative svolte e iniziative future, parlacene
“Dal 2009 aiuto gli italiani sul territorio di Monaco: mi batto soprattutto per i problemi del successo scolastico, contro gli enti gestori, contro le inefficienze, ed il poco interesse delle forze politiche per gli anziani, i liberi professionisti, i carcerati. Nel 2010 sono stato promotore di una lista apartitica "italiani a Monaco", con la quale in due siamo stati eletti per la prima volta al consiglio degli stranieri. Qui abbiamo collegato il Comites alle richieste di lavoro del Comune, che prima nessuno conosceva, ed abbiamo collegato le associazioni italiane alla rete di tutte le associazioni straniere (a Monaco circa 1.000), dando la possibilitá di accedere ai contributi comunali per eventi, nonché propagandare senza costi le proprie feste ed eventi. Al costo 0 per il cittadino italiano. Inoltre dal 2012 sono vicepresidente dell’associazione italo-tedesca Pro Europa Una e.V. che propone dal 1993 un Europa delle regioni e dei cittadini”.
Una volta in Parlamento, se eletto, su cosa ti concentrerai prima di tutto?
“Sulla possibilitá di poter far votare alle regionali, per preparare la soppressione della circoscrizione estero, con un taglio di 18 parlamentari dalla prossima legislatura. Poi con la Germania vorrei cominciare a verificare la possibilitá, tramite accordi bilaterali, che la carta d’identitá, se non il passaporto, venga rilasciato nel comune nel quale si pagano le tasse. Questo toglierebbe il 50% del lavoro ai consolati, ed il cittadino italiano andrebbe al suo comune per rinnovare i documenti, permettendo una progressiva riduzione dei consolati, che secondo noi non hanno senso in Europa. Terzo, creerei un calendario per far sapere in ogni momento dove mi trovo in Europa, cosí che i cittadini possano incontrarmi e spiegarmi i loro problemi. In questo giro mi farei un’idea degli enti ed associazioni che servono su un territorio, e sono autosufficienti, da quelle che invece campano solo se arriva il contributo da Roma. Queste le segnalerei al Ministero per bloccare i contributi, mentre quelle che si sforzano di essere di aiuto al connazionale, vanno valorizzate maggiormente come esempio per le altre. Quarto: verificherei la possibilitá di affidare l’attivitá di patronato ad un ente neutro, ad esempio al consolato, per evitare l’influsso politico dei partiti, ed i casi scandalosi che ancora gridano vendetta come quello di Giacchetta a Zurigo. Poi richiederei la soppressione del CGIE, copia di quello che dovrebbero fare i parlamentari, e dei Comites, che vanno rivisti, data la legge che non permette loro spese per la comunitá ma solo per affitti, cancelleria, rimborsi viaggio,… né capacitá di veto contro le decisioni dei consolati. Infine, qualora rimanesse la circoscrizione estero, proporrei una legge per la quale prima a tutti i residenti AIRE viene recapitata una lettera informativa riguardo le elezioni. Solo se uno vuole esercitare il suo diritto di voto, la rimanda al consolato. I plichi vengono preparati solo per quelli che vogliono usufruire del diritto di voto. Questo limiterebbe i brogli, dato che chi vuole partecipare sa anche chi votare, non ha bisogno dell’aiutino dell’amico o del patronato… Nelle elezioni in Germania si fa giá cosí”.
Un giudizio sull’operato degli eletti all’estero nell’ultima legislatura?
“Come detto, 18 parlamentari non possono portare a casa nulla. Sono un contentino. Se fossimo valutati in percentuale come una regione di 4.300.000 abitanti ci spetterebbero minimo 50 parlamentari. 18 parlamentari a 15.000€ al mese fanno 270.000€ al mese, 3.240.000€ all’anno, per 7 anni 22.680.000€… per avere una legge!!! Vuol dire che quella legge é come se fosse costata agli italiani di tasse quasi 40 miliardi di vecchie lire… Servono altri commenti?”.
Lancia un messaggio agli italiani residenti in Europa attraverso ItaliaChiamaItalia
“Cari connazionali, finalmente ci viene ridato dopo un anno e mezzo il diritto di votare, di scegliere un nuovo governo, non imposto dall’Europa, in maniera democratica. La Lega lo chiede dall’inizio del mandato Monti. Ora per l’Europa l’Italia va bene ed i conti sono a posto, mentre prima con PDL e Lega eravamo sull’orlo del baratro. Questo governo non ha sanato i conti, anzi ha aumentato le tasse, fatto salire il debito pubblico da 1.900 miliardi a quasi 2.100 miliardi di Euro, non tagliando un posto pubblico né creando un posto di lavoro. Qualcosa non sembra quadrare, tranne che all’Europa fa comodo un sud Europa povero dal quale sfruttare la manodopera in arrivo a condizioni di sfruttamento, e aprire le banche tedesche come la Deutsch Bank in Grecia od in Italia o Spagna, alla quale poi arrivano i fondi europei, che, si sa, non arrivano agli Stati. Per invertire questa tendenza, bisogna con forza appoggiare le forze politiche che cercano di contrastare l’Europa delle banche e dei banchieri. All’estero bisogna appoggiare le forze che non provengono dai patronati, Comites, CGIE, ma chi porta la sua esperienza nel sociale e propone di integrarci maggiormente nelle comunitá locali. All’estero c’é la possibilitá di votare con la preferenza, non il simbolo, ma la persona. Per questo chiediamo di dare fiducia ai candidati della Lega Nord Estero all’interno del centrodestra italiano, scrivendo Masciavé e Lenza alla Camera, e Ceresa al Senato. Non vi deluderemo”.
Twitter @rickyfilosa
































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