Cultura, Garavini (Pd): “Con noi dem la cultura diventa uno straordinario volano, anche per l’economia”

La deputata inaugura a Lipsia una mostra multimediale dedicata agli Uffizi: “Il 2017 è stato l’anno record per i musei italiani”

“Di cultura non si mangia? Noi del PD riteniamo che con la cultura si possa rendere addirittura ricco il Paese. Ne siamo convinti. Tanto che in questi quattro anni di Governo abbiamo investito in cultura. E i numeri ci stanno dando ragione”. Lo ha dichiarato Laura Garavini, deputata PD eletta nella circoscrizione Estero-Europa, inaugurando a Lipsia la mostra multimediale ‘Renaissance esperience. Florenz und die Uffizien’.

“Per quattro anni consecutivi l’Italia, in controtendenza con l’Europa, ha registrato un aumento degli ingressi nei nostri musei. Il 2017 è stato l’anno record per i musei italiani. È stata superata la soglia dei 50 milioni di visitatori, con incassi che sfiorano i 200milioni. Risorse che fanno bene al Paese. E che possono essere reinvestite sul territorio. Oltre a creare occupazione. E il fenomeno non interessa solo mostre e siti archeologici. Anche le località turistiche vengono prese da assalto. Non è un caso. È il frutto di politiche culturali messe in campo strategicamente dai nostri governi, Renzi e Gentiloni”.

“Penso alla riforma dei musei voluta dal ministro della Cultura, Dario Franceschini, al boom di ingressi durante le domeniche gratuite, agli effetti prodotti dall’Art Bonus, con gli incentivi fiscali per i privati che investono nella ristrutturazione di edifici artistici. Ma penso anche all’assegno di 500 euro ai ragazzi diciottenni, da investire in cultura, o all’analogo bonus per gli insegnanti”.

“Il patrimonio storico, archeologico e culturale dell’Italia rappresenta uno dei tratti distintivi più importanti per la promozione del sistema Paese. Con il fondo cultura e tutte le misure ad esso connesse, non abbiamo solamente stanziato delle risorse. Abbiamo dato un segnale preciso: investire in cultura – ha concluso Garavini – non è soltanto un bell’esercizio intellettuale, bensì significa far ripartire tutto il tessuto economico del Paese”.