Laurence Summers verso la Fed: l’ex segretario al Tesoro e’ il favorito a prendere il posto di Ben Bernanke alla guida della banca centrale americana, in quella che sarebbe una scelta rischiosa per il presidente Barack Obama. Nel caso di nomina, Summers si troverebbe infatti ad affrontare un processo di conferma in Congresso difficile, con anche i democratici spaccati sul suo nome. Un rischio forte, quindi, per Obama alla luce dei pesanti dossier sui quali il Congresso e’ chiamato ad esprimersi nei prossimi mesi: dall’attacco in Siria, all’aumento del tetto del debito, passando per l’immigrazione e l’Obamacare.
Il ‘passato’ di Summers rappresenta un ostacolo. Le sue controverse affermazioni sull’inferiorita’ delle donne in materia scientifica che l’hanno costretto a lasciare la presidenza di Harvard risuonano ancora con una donna, Janet Yellen, che lo ‘sfida’ per la presidenza della Fed. I suoi rapporti con Wall Street fanno discutere. Ma a non convincere sono soprattutto i suoi trascorsi al Tesoro, quando si oppose alla regolamentazione dei derivati over the counter, ai quali e’ in parte legata la crisi finanziaria, e il rigetto dello Glass-Steagall Act, la norma dei tempi della Grande Depressione che di fatto sanciva la separazione fra banche commerciali e banche di investimento. A fra intravedere una processo di conferma difficile sono le bocciature a una sua candidatura di tre senatori democratici della commissione bancaria, quella chiamata a dare il via libera alla nomina per l’avvio della discussione in aula. Si tratta di Jeff Merkley, Sherrod Brown e Elisabeth Warren. I democratici hanno la maggioranza nella commissione, di 22 membri, per soli due voti e le defezioni dei tre senatori rischiano, in caso di non sufficienti voti repubblicani, di bloccare la nomina, di fatto non concedendole la possibilita’ di arrivare in aula.
































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