“Prima di accusare di tradimento chi lascia la Lega, il ministro Matteo Salvini dovrebbe interrogarsi sul tradimento consumato nei confronti dei suoi elettori. Di quelli che lo hanno votato per difendere il lavoro, le imprese, i territori. E che oggi si sentono profondamente delusi”.
Lo dichiara il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo.
“Gli imprenditori non hanno dimenticato la promessa di abrogare la legge Fornero, rimasta invece tale e quale. Così come non hanno compreso la scelta di destinare miliardi di euro al sostegno militare all’Ucraina e a un governo corrotto, mentre le piccole e medie imprese italiane venivano abbandonate al loro destino.
A questo si aggiunge l’ennesimo tradimento sui pedaggi autostradali. Salvini, che in passato invocava apertamente la disobbedienza civile contro gli aumenti, oggi da ministro assiste all’ennesimo rincaro. Un colpo diretto a imprese, trasportatori e lavoratori.
Il fallimento è evidente anche sul fronte della sicurezza. Avrebbe dovuto chiudere tutti i porti e invece le città sono sempre più insicure, l’immigrazione irregolare è fuori controllo, e lo Stato arretra. In molte aree d’Italia gli imprenditori sono costretti a dormire all’interno delle proprie attività per difenderle da furti, vandalismi e aggressioni.
Il tradimento è ancora più grave guardando alla Sicilia, colpita duramente dal ciclone Harry. Interi territori devastati, imprese spazzate via, famiglie lasciate sole. A fronte di danni per miliardi, le risposte dello Stato sono state tardive e insufficienti mentre il ministro Salvini continua a parlare di un Ponte che non si farà mai”, conclude Ruvolo.































