Non solo giungono sulle nostre coste da clandestini, in maniera illegale, ma dopo poco tempo vorrebbero pure imporre la propria volontà sulla nostra legge. Ragazzi, è il colmo. Sentite questa: a Lampedusa, alcuni ospiti del Centro di accoglienza, circa 200 immigrati, hanno organizzato una improvvisata manifestazione di protesta lungo le strade dell’isola. Usando striscioni e cartelli scritti in arabo, hanno manifestato contro l’identificazione con le impronte digitali. Su uno striscione si legge in inglese: "No finger print by force. World help us", cioè “no alle impronte digitali. Il mondo ci aiuti". Roba da pazzi: vorrebbero entrare quindi in Italia senza documenti, e senza lasciare nemmeno le proprie impronte digitali, per poi essere dei “fantasmi” che vagano nella nostra Penisola? Qualcuno li fermi!
I protagonisti della manifestazione hanno anche chiesto di essere trasferiti al più presto da Lampedusa. Per andare dove? Non è chiaro. Al momento si sa solo che il corteo sta raggiungendo la spiaggia Guitgi, senza alcun permesso per farlo.
Come commentano gli abitanti dell’isola? Ecco le parole di Salvatore Martello, presidente del Consorzio pescatori di Lampedusa: “Quando protestiamo noi perche’ chiediamo mezzi di trasporto piu’ adeguati, la polizia e i carabinieri ci caricano e ci denunciano; invece i profughi che stanno manifestando vengono quasi ‘scortati’ dalle forze dell’ordine. Perche’ noi non abbiamo il diritto neanche di manifestare e a loro viene consentito tutto?”. Già, perché? I clandestini, con striscioni scritti in arabo e cartelli in mano, vengono guardati a vista da poliziotti e carabinieri. Sia maledetto il politicamente corretto.
































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