Cipro, quel genocidio che tutti ignorano

Più di 550 chiese, cappelle e monasteri ortodossi sono stati abbattuti o trasformati in stalle, fienili, arsenali, alberghi o moschee

L’Europa sta ignorando un genocidio silenzioso che dal 1974 si sta attuando nella zona nord dell’isola di Cipro. Nel 1974, infatti, l’esercito della Turchia invase la zona nord di Cipro e costituì una repubblica riconosciuta solo da Ankara. Per i Greco-ciprioti ed i cristiani ivi presenti, la situazione si fece tragica. Molti di loro furono costretti ad emigrare a sud.

Come riporta il sito “The Gatestone Institute”, più di 550 chiese, cappelle e monasteri ortodossi sono stati abbattuti o trasformati in stalle, fienili, arsenali, alberghi o moschee. Si tratta di un vero genocidio.

I Greco-ciprioti ed i cristiani nella zona di Cipro nord sono ridotti a poche unità. Del succitato articolo, scritto da Uzay Bulut e tradotto da Angelita La Spada, riporto codesto stralcio:

“La Turchia ha commesso due gravi crimini internazionali contro Cipro. Ha invaso e diviso un piccolo, debole, ma moderno e indipendente Stato europeo (…) la Turchia ha inoltre cambiato la connotazione demografica dell’isola e si è dedicata alla distruzione sistematica e alla obliterazione del patrimonio culturale delle aree sotto il suo controllo militare.” – Brano tratto dal reporit “La perdita di una civiltà: La distruzione del patrimonio culturale nella parte occupata di Cipro”.

“Più di 550 chiese, cappelle e monasteri ortodossi greci, situati nelle città e nei villaggi delle zone occupate, sono stati saccheggiati, volutamente vandalizzati e, in alcuni casi, demoliti. Molti luoghi di culto cristiani sono stati trasformati in moschee, in depositi dell’esercito turco, in magazzini e fienili.” – Ministero degli Affari esteri di Cipro.

“L’UNESCO considera la distruzione intenzionale del patrimonio culturale un crimine di guerra.” – Artnet News, 2017″.

Il fatto non riguarda solo la Chiesa ortodossa di Cipro ma anche quella cattolica, nei suoi riti armeno, latino e maronita. L’arte viene sistematicamente vandalizzata. Ricordo che nella città di Famagosta vi è la chiesa di Sant’Anna. In quella chiesa vi è un affresco che pare sia stato fatto da un artista della scuola di Leonardo da Vinci. La chiesa è oggi lasciata nell’incuria. Anche nell’abbazia di Bellapais vi è un affresco di scuola italiana. Di fronte a ciò, sembra che l’Europa non stia facendo nulla. Anzi, sembra che si giri dall’altra parte.

Forse, anziché boicottare Israele, l’Europa dovrebbe pensare a tutelare la sua storia. A Cipro, infatti, vi è anche una parte consistente della storia europea, una parte che rischia di scomparire.