Centenario di Nino Manfredi, un pilastro del cinema italiano

Viene considerato come uno dei più grandi interpreti della commedia all’italiana, insieme ad Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman

Centenario di un pilastro del cinema italiano. Il 22 marzo 1921 nasceva Nino Manfredi. Una personalità poliedrica, attore, regista, sceneggiatore e doppiatore. Ha interpretato ruoli comici e drammatici, dimostrando di avere una ottima versatilità nel suo lavoro. Viene considerato come uno dei più grandi interpreti della commedia all’italiana, insieme ad Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman. Laureato in Giurisprudenza, ha frequentato l’Accademia di Arte Drammatica di Roma.

Dal 1945 recita nei teatri di posa e dal 1953 si afferma come attore comico alla radio e in rivista. Sul grande schermo inizia con piccoli ruoli da caratterista, fino a conquistare un ruolo da protagonista con Camping nel 1957. In seguito è stato scelto dai più grandi registi italiani, Luigi Magni, Luigi Comencini, Ettore Scola, Franco Brusati, Damiano Damiani e molti altri. Nel 1981 si è cimentato come interprete, regista e sceneggiatore di Nudo di donna. Molto attivo anche sul piccolo schermo, fra gli sceneggiati che ha interpretato ricordiamo Una storia qualunque del 2000. Fra i premi di cui è stato insignito c’è il Premio Bianchi alla carriera, che ha ricevuto al Festival di Venezia nel 2003.

Attore simbolo per più di una generazione, fra i suoi film più famosi e significativi ci sono Pane e cioccolata di Franco Brusati nel 1974, C’eravamo tanto amati di Ettore Scola nel 1974, Per grazia ricevuta del 1971 dove è anche regista. Pane e cioccolata è uno dei migliori film della sua lunga carriera. E’ il 1974 ed il tema dei cittadini italiani che emigrano per trovare lavoro è di scottante attualità. Una commedia drammatica che equilibra al punto giusto il dramma e l’umorismo. La pellicola è stata inserita nella lista dei 100 film italiani da salvare. Il ruolo di Manfredi è quello di un emigrato in Svizzera, che dopo alcuni anni di onorato lavoro viene espulso.

Non vuole tornare in Italia, decide di restare in Svizzera come clandestino, e qui viene a contatto con alcune realtà locali tristissime e squallide. Per esempio quella di un gruppo di lavoratori che lontani dalle famiglie da anni, si consola la sera vestendosi da donna e dando vita a spettacoli di varietà, che poi degenerano nella tristezza della loro condizione. A fargli da spalla, un attore che all’epoca era il simbolo di una generazione inquieta, il bellissimo e malinconico Max Delys. Dopo una lunga ed onorata carriera, Nino Manfredi ci lascerà il 4 giugno 2004.