Certo, sarebbe stato difficile trovare una persona più antipatica e presuntuosa di Pier Luigi Bersani, ma Roberta Lombardi, capogruppo grillina, ha dimostrato in diretta streaming che non bisogna "mai dire mai”. In quel secondo piano di Montecitorio, dalle pareti rivestite di damasco dorato, con arredi del ‘700, lo spettacolo dell’incontro tra le delegazioni del PD e del M5S è stato assolutamente deprimente, tanto da far pensare ad una tragedia greca! Bersani spara parole già ripetute da giorni, quasi piagnucolando, mendicando risposte: «Io sto chiedendo alle forze politiche che si ritengono più vicine a questo tipo d’impostazione di essere pienamente responsabili e corresponsabili…». Nel frattempo, tutti sanno, l’Italia intera sa benissimo che, qualsiasi cosa dica, riceverà una pernacchia. Solo lui, Pier Luigi, s’illude di avere come risposta almeno un: “forse,… ora ci pensiamo,… vedremo,… dipende,… ora ci riuniamo e facciamo sapere…”.
Ma la risposta è inesorabile: è già decisa. Grillo l’ha già decisa e quei due lo sanno benissimo che il “Duce” li sta guardando in video. Gli interlocutori di Bersani sono solo due marionette gestite da fili già predisposti. Bersani incomincia a far pena, quasi quasi commuove la gente, suscitando commiserazione in quell’insistere paternamente da uomo esperto, vissuto, quasi nel ricercare una complicità: «Se lo dico in modo accorato è perché le altre soluzioni abbassano il tasso di responsabilità della politica e non durano»… «Se guardate le nostre proposte credo possano essere d’interesse», quasi stesse facendo l’imbonitore romagnolo di piazza: “E non ve lo do per tre, ma neanche per due e neanche per uno,… ve lo regalo!…”.
La Lombardi, dopo aver fatto finta di ascoltare, finalmente tira fuori tutta la sua prosopopea, coltivata alla scuola di Grillo, e rivela la più forte dose di antipatia, tale da battere perfino Bersani e la Bindi. Appare evidentissimamente che le battute rispondono a un copione scritto dal comico-regista Grillo, da recitare al momento del coup de scène: «Mentre l’ascoltavo mi sembrava di stare a una puntata di Ballarò». Il collega di palcoscenico Crimi infatti ribadisce: «Noi siamo il risultato di questi vent’anni di politica, non la causa». Tempi teatrali giusti. Ed è calato il sipario su questa tragedia. «No, purtroppo non siamo a Ballarò. Se siamo in streaming è perché è roba seria», lo ripeteva anche l’esimio Prof. Prodi con la stessa cantilena alla Peppone di Brescello: “Qui noi siamo seri, facciamo le cose seriamente!”.
































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