Anche i grillini piangono – di Ricky Filosa

In questi giorni, e ancora in queste ore, sugli schermi televisivi va in onda lo spettacolo patetico offerto da questo o quell’esponente M5S, che si affanna a spiegare come mai i sindaci del Movimento 5 Stelle che risultano indagati dalla magistratura non dovrebbero dimettersi. E via con l’arrampicamento sugli specchi, le capriole e i salti mortali, per giustificare il repentino cambiamento rispetto all’equazione tanto sbandierata: avviso di garanzia/dimissioni. Adesso no, non è più così, ora “bisogna ragionare, vedere, capire, analizzare”. Un tubo.

Il Movimento 5 Stelle ha fatto dell’onestà la propria bandiera politica, fin dall’inizio. E su quello slogan ha costruito il  consenso. “Noi siamo diversi”, dicevano. Ma chi come noi di politica si occupa ogni giorno e ne vede di tutti i colori, non si sorprende più di tanto dell’atteggiamento del Movimento fondato da Beppe Grillo di fronte alle carte dei giudici. E non deve essere affatto facile per la base grillina digerire un comportamento che puzza di Prima Repubblica.

Forse se non avessero fatto così tanto gli angioletti in passato, se non fossero stati così poco garantisti e così tanto forcaioli, ora per i grillini sarebbe più facile spiegare perché non basta un avviso di garanzia per dimettersi. La politica è l’arte del compromesso e un abuso d’ufficio per un sindaco non è necessariamente una condanna alla ghigliottina. Come ha dichiarato Pizzarotti, "una cosa è fare opposizione, una cosa è governare. A chi governa può capitare di doversi sporcare le mani".

Il Movimento ha gridato nelle piazze d’Italia i suoi anatemi contro i partiti e ne ha tratto vantaggio. Ma professare dogmi in politica può pagare finchè non si governa;  via via che il consenso cresce e si è chiamati a ruoli di responsabilità, il dogma dell’onestà si scontra con la realtà dei fatti e alla fine si è costretti ad abiurare. L’onestà deve essere un prerequisito in qualsiasi contesto, e risulta persino ovvio che se ne sia fatto un mantra. Per governare però sono necessarie capacità, esperienza e conoscenza delle leggi. Gli amministratori grillini sono giovani inesperti e non sono infallibili. Il popolo comincia a capirlo.

Twitter @rickyfilosa