Voci in libertà su video hot di Erdogan con ex miss

E’ una campagna dei veleni come la Turchia non ne aveva conosciute da decenni: fra rivelazioni e potenziali bufale e’ spuntata l’ultima voce, rimbalzata dall’ estero, che attribuisce al premier Recep Tayyip Erdogan una relazione, subito smentita, con l’ex-Miss Turchia Defne Samyeli.

A una settimana dalle amministrative del 30 marzo, che potrebbero decidere il futuro del ‘sultano’ di Ankara, padrone assoluto del paese da 12 anni, ha contribuito a fare impazzire la borsa dei pettegolezzi la voce che da giorni circola nei palazzi della politica di nuove imminenti ‘verita” devastanti su internet e di presunti video hard con protagonisti uomini del potere islamico. Avrebbero contratto ‘matrimoni a ore’, o Muta’, previsti dallo sciismo, con donne che non sono le loro consorti ufficiali.

Così e’ rispuntata la voce che avvicinerebbe lo stesso premier a Defne. La ragazza – giovane, bella e sexy – e’ agli antipodi dell’immagine che proietta di se’ la moglie di Erdogan, Emine, sempre velata e discreta all’ombra del marito. E dell’atteggiamento moralista che ispira il ‘sultano’ e il suo partito Akp. Durante le inaugurazioni di centri commerciali e’ successo che le vetrine dei negozi di lingerie ose’ fossero state addirittura oscurate prima del passaggio del capo del governo, per non ferirne i sentimenti religiosi. Ma il potere, si sa, e’ un potente afrodisiaco. E molti hanno in mente la love story clandestina fra l’ inquilino dell’Eliseo Francois Hollande e la bella attrice Julie Gayet. Nel caso di Erdogan, pero’, per ora non c’e’ alcuna prova. Non ci sono foto del premier turco con il casco del motorino in testa come il capo dello stato francese, pronto a correre a casa dell’amante. E per ora sembra che nessuno in Turchia abbia visto circolare sul web il fantomatico video a luci rosse che lo coinvolgerebbe.

Falso? Vero? Fino a domenica l’impressione e’ che ci si possa attendere di tutto. Su internet da due mesi spuntano telefonate compromettenti – intercettate probabilmente dai pm di tangentopoli prima di essere defenestrati – che invischiano Erdogan e altri personaggi del potere negli scandali di corruzione.

C’e’ anche chi avvicina l’ultima voce su ‘Tayyip e Defne’ al bando di Twitter scattato venerdi, che ha fatto cadere sulla Turchia condanne da tutto il mondo. Il blocco di Twitter d’altronde appare al momento fallito, visto che gli internauti turchi hanno trovato canali alternativi per continuare a ‘cinguettare’. E comunque foto e video non escono su Twitter, ma piuttosto su Youtube o Facebook (che per la verita’ Erdogan ha pure minacciato di chiudere). Il premier turco accusa l’ex-alleato Fetullah Gulen, capo dell’influente confraternita islamica Hizmet – che grazie a lui ha potuto diventare potente in polizia, servizi e magistratura – di essere dietro le accuse dei pm anti-corruzione e la cascata di rivelazioni su internet. Mercoledi’, prima di bandire Twitter, Erdogan lo ha accusato anche di "spiare nelle camere da letto". Una cosa indegna, aveva tuonato, di un buon musulmano.

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