Visco: in Italia l’emergenza non è finita, avanti con riforme

L’emergenza non e’ finita, ma l’Italia ‘ha le potenzialita’ per crescere di piu”. Quello che serve e’ pero’ la volonta’ politica di andare avanti sulla strada delle riforme e questo vale per il nostro Paese cosi’ come per l’Europa. E’ il messaggio che il governatore di Banca d’Italia, Ignazio Visco, manda dall’isola di San Clemente, nella laguna di Venezia, dove conclude il workshop annuale del Consiglio per le Relazioni Italia-Usa, presieduto dall’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne.

Davanti a una platea di banchieri ed esperti finanziari, Visco parla di ‘previsioni e condizioni dei mercati scoraggianti’, dice che ‘c’e’ grande incertezza e il rischio di un ulteriore rallentamento economico’ e che per questo in Europa servono ‘riforme coraggiose orientate verso l’unione fiscale e finanziaria’. Secondo il governatore ‘deve essere accelerata la riforma della governance economica per rompere il legame tra rischio sovrano e rischio bancario’, mentre ‘un rapido progresso nella creazione di un fondo europeo per la risoluzione delle crisi bancarie aiuterebbe a dissipare l’incertezza’. Bisogna velocizzare ‘la transizione verso un sistema uniforme di regole e di controllo del settore finanziario: questo dovrebbe essere accompagnato da un meccanismo di garanzie che possano rassicurare i risparmiatori e gli investitori e prevenire fughe di capitali’. ‘In assenza di una politica unica a livello europeo – sottolinea – le vulnerabilita’ di ciascun Paese sarebbero amplificate. Senza il disegno e l’implementazione di appropriate misure di governance, l’unione monetaria e’ difficile da sostenere’.

Visco invita poi il governo italiano a proseguire con decisione sulla strada delle riforme strutturali e di andare avanti nella lotta alla evasione fiscale. ‘Preservare e sostenere la responsabilita’ fiscale – spiega – e’ essenziale anche a costo di difficolta’ nel breve termine. Le riforme strutturali, se viste in un quadro di strategia complessiva, possono fornire le basi per rafforzare la fiducia nel nostro potenziale per sostenere la crescita economica’. La stima del governatore e’ che il debito pubblico, oggi pari al 120 per cento del Pil, inizi a ridursi nel 2013, nel frattempo bisogna andare avanti e rafforzare il processo di rimozione degli ostacoli all’attivita’ economica eliminando ‘eccessive restrizioni alla competizione di mercato’. Il settore pubblico richiede ‘radicali modernizzazioni basate sulla valutazione delle performance delle singole unita’ e sulla loro riorganizzazione’ e ‘in cima all’agenda’ deve esserci anche la lotta alla corruzione e al crimine.

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