Turismo, le grotte italiane conquistano la Germania

Coste, cultura, storia, ma non solo. L’Italia si conferma apprezzata anche per i suoi tesori sotterranei. Il turismo speleologico, infatti, rappresenta un’ulteriore risorsa per la nostra Penisola, capace di attirare oltre 1 milione e 500 mila visitatori all’anno e generare un fatturato, tra indotto e diretto, di circa 25 milioni euro secondo i dati e le stime dell’Associazione Grotte Turistiche Italiane (AGTI).

Forte di questi numeri, nasce in Campania il progetto “Tre Grotte, tre Fiumi”, presentato oggi, presso lo stand ENIT all’ITB di Berlino, la maggiore fiera dell’industria del turismo internazionale con oltre 180.000 visitatori, tra cui 108.000 operatori del settore e 10.000 espositori da 180 paesi. Una scelta strategica dettata dai dati che indicano i tedeschi primi, con una quota di circa il 60%, tra i visitatori esteri (il 20% del totale). Il progetto è promosso dagli enti che gestiscono le Grotte di Pertosa-Auletta, quelle di Morigerati e di Castelcivita, tre cavee naturali immerse nel Parco del Cilento, del Vallo di Diano e Alburni, in provincia di Salerno, il più esteso di Italia e riconosciuto dall’Unesco Geoparco e Patrimonio dell’Umanità.

“Tre Grotte tre Fiumi è un itinerario inedito in Italia, una proposta turistica alternativa – spiega Francescantonio D’Orilia, presidente della fondazione Mida che gestisce le Grotte di Pertosa-Auletta – grazie alla sinergia tra i tre siti speleologici abbiamo creato un percorso, che in un raggio di 70 km, permette ai visitatori di godere contemporaneamente di bellezze naturali e storiche uniche. Infatti, la nostra intenzione è quella di creare un’offerta capace di soddisfare le diverse esigenze del turista e stimolarlo a scoprire, non solo le Grotte, ma, tutto il patrimonio naturale e artistico circostante come, ad esempio, il sito archeologico dell’antica Volcei e la Certosa di Padula”.

 Il percorso prevede la possibilità di scoprire le bellezze naturali tipiche del carsismo e del sottosuolo grazie alle tre grotte, affiancate da tre diversi fiumi: il Bussento a Morigerati, il Tanagro a Pertosa e il Calore a Castelcivita che creano una cornice paesaggistica unica. Il turista, inoltre, potrà scegliere anche il modo migliore per vivere questa esperienza, attraversando il Parco Nazionale in bicicletta, praticando rafting, a piedi, o a bordo della ciucciopolitana (a cavallo di asini lungo antichi sentieri).

In Italia, il turismo speleologico si sta sempre più affermando negli ultimi anni e conta, nel complesso, 52 Grotte (24 iscritte all’AGTI-Associazione Grotte Turistiche Italiane), diffuse in maniera omogenea su tutto il territorio con la massima concentrazione in Sardegna, ricca di ben 12 siti. Nelle altre regioni ne troviamo: 1 in Valle d’Aosta ,3 in Piemonte, 3 Lombardia, 2 in Veneto, 6 in Friuli Venezia Giulia, 2 in Liguria, 4 in Toscana, 1 nelle Marche, 4 in Lazio, 2 in Abruzzo, 3 in Campania, 5 in Puglia, 1 in Basilicata, 2 in Calabria, 1 in Sicilia. La durata media di visita delle grotte varia da 15 minuti fino ad oltre tre ore in base alla grandezza e alla profondità.

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