Tesseramento PdL, è caos totale: iscritti morti, nomadi, avversari

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1milione e 200mila iscritti al Popolo della Libertà, annunciavano i big del partito con orgoglio dopo l’operazione tesseramento del PdL. Ma quanti di questi iscritti si sono tesserati di propria volontà? Quante sono le tessere del PdL, quelle vere? Molte, certamente. Ma alcune sono un vero e proprio bluff. E dal Nord al Sud d’Italia continuano ad emergere forti anomalie. Per esempio? Sono risultati iscritti al PdL fedelissimi del Pd, morti, nomadi, persone agli arresti domiciliari, avversari in genere. Ha suscitato grande clamore il caso di Bari: 139 tessere intestate a persone che vivrebbero tutte insieme in un sottoscala.  E poi, sempre in Puglia, c’è Concetta Ladalardo: 38 anni,  militante del Pd che si è ritrovata come d’incanto iscritta al Pdl. “Non volevo crederci – dice – poi ho scoperto che nome, cognome e data di nascita sono quelli della sottoscritta e la cosa mi ha dato molto fastidio”.

In Liguria c’è il consigliere del Pd che si trova tesserato Pdl e 91 iscrizioni fatte dalla stessa casella e-mail e pagate con la stessa Postepay; a Modena la maggior parte dei tesserati del Pdl sono di Caserta (240), in Veneto tutti i cacciatori si sono ritrovati tesserati del partito di Berlusconi. Cosa sta succedendo? E’ il grande bluff: altro che 1milione e 200mila iscritti al partito. Quanti sono quelli veri?

E fra gli italiani all’estero? Quanti sono gli iscritti al Popolo della Libertà oltre confine? E quanti di loro hanno pagato la tessera? Domandare è legittimo: sapranno risponderci i responsabili del partito nel mondo? Ne dubitiamo fortemente, ma siamo qui, nel caso volessero darci qualche dato.

Certo è che ce n’è per tutti i gusti: fioccano le denunce da Bari a Savona, da Cosenza a Casapesenna, da Modena a Vicenza. C’è la dj leghista che si trova iscritta del Pdl, addirittura dei consiglieri comunali dello schieramento avverso che si trovano d’un tratto fedelissimi del Cavaliere.

In Campania si parla di ben 120mila tessere. Per trasportarle a Roma c’è stato bisogno di un pulmino. Operazione quanto meno sospetta, in un anno di grande crisi del tesseramento. In Calabria sono state sottoscritte 50mila tessere, ma in procura sono arrivati molti esposti per controllare l’incredibile boom di tesseramenti. Tra l’altro, pochi giorni dopo la chiusura della campagna di tesseramento due “signori delle tessere”, Franco Morelli e Giuseppe Plutino, sono finiti in manette con l’accusa di contiguità alle cosche.

Il partito ha cancellato circa 91 iscrizioni perché arrivate tutte, all’ultimo momento, dalla stessa casella mail e pagate con la stessa postepay. Emilia-Romagna. A Modena il coordinatore uscente, Isabella Bertolini, accusa: “Ci sono città che hanno duplicato i numeri degli iscritti. E la cosa bizzarra è che i nuovi  tesseramenti arrivano quasi tutti da un’area geografica ben circoscritta: nel Pdl di Modena gli aderenti di Caserta e provincia sono 240, quelli originari dell’intera Calabria 93 su circa 5.800 iscritti”.

La confusione è totale. Tanto che in via dell’Umiltà, sede nazionale del partito di Silvio Berlusconi, sono arrivati persino i Carabinieri. Hanno sequestrato carte, documenti, cartelli relative all’operazione tesseramento. Si ipotizza il reato di falso continuato in scrittura privata.

Che dire? Per noi, che viviamo il Popolo della Libertà da dentro, nessuna sorpresa. Certe cose si sapevano e sulle pagine del nostro quotidiano online le abbiamo più volte denunciate, anche in tempi non sospetti. Durante il tesseramento, molte tessere venivano regalate: a pagarle ci pensavano i ducetti locali del partito. Bastava dare una fotocopia di un proprio documento. E certe volte neanche quella. Bastava comunicare i propri dati.

Che schifo. Sicuramente la stragrande maggioranza dei tesserati al partito sarà genuina (?), tuttavia che brividi sapere di così tanti casi di tessere sospette. Ma il PdL non doveva essere “il partito degli onesti”?

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