Sulla Stazione Spaziale prove di sopravvivenza su Marte

Prove generali di sopravvivenza su Marte, grazie a due test che parlano italiano e nei quali batteri che sulla Terra vivono in ambienti estremi sono stati esposti alle radiazioni cosmiche in speciali contenitori agganciati all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale.

Arrivati sulla stazione orbitale il 14 luglio scorso, i batteri, insieme a grandi molecole, sono stati portati all’ esterno dai cosmonauti Oleg Artemyev e Alexander Skvortsov, nella passeggiata spaziale del 18 agosto. Scoperti a meta’ degli anni ’70 in Antartide, queste speciali cavie sono cianobatteri e ricavano energia dalla luce tramite la fotosintesi. Hanno colonizzato anche le rocce del deserto di cileno di Atacama e quelle rosse del deserto del Mojave, simili a quelle marziane, osserva Daniela Billi, direttore del Laboratorio di Astrobiologia dell’universita’ di Tor Vergata, che coordina i test per l’Italia e che da anni studia questi microrganismi.

I test si chiamano Boss (Biofilm Organisms Surfing Space) e Biomex (BIOlogy and Mars Experiment), sono coordinati dall’Agenzia Spaziale tedesca Dlr e l’Italia vi partecipa con l’universita’ di Roma Tor Vergata e il finanziamento dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Sono stati rinchiusi in speciali contenitori chiamati Expose-R2, prodotti dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa), e ora agganciati all’esterno del modulo russo della stazione orbitale, Zvezda.

L’esperimento e’ appena agli inizi e le attese sono grandissime: per Daniela Billi lasciano sperare i risultati dei test condotti a Terra, nei laboratori della Dlr a Colonia: una volta reidratati dopo essere stati esposti a un ambiente marziano, i cianobatteri sono riusciti a riparare i danni indotti al Dna. E’ un dato, rileva Billi, che ”suggerisce una loro potenzialita’ nel riparare i danni accumulati durante la missione Expose-R2”.

Nella missione in corso, aggiunge, batteri e macromolecole saranno esposti a una combinazione di vuoto, estremi di temperatura, radiazioni cosmiche e solari, impossibile da simulare a Terra. ”La vita come noi la conosciamo – prosegue – ha bisogno di acqua allo stato liquido, questi cianobatteri ci stupiscono per la loro capacita’ di spengere il metabolismo, stabilizzare le strutture subcellulari nello stato disseccato, e riaccendere l’attivita’ metabolica quando reidratati: un fenomeno noto come anidrobiosi”, ossia vita senz’acqua. In ottobre verra’ rimossa la schermatura solare dai contenitori Expose-R2. Quindi i batteri resteranno esposti ai raggi cosmici per un periodo compreso fra un anno e un anno e mezzo, quindi torneranno a Terra, dove saranno osservati gli effetti prodotti sui microrganismi da un ambiente alieno.