#SOSVenezuela, decine di morti e centinaia di feriti: è guerra in Venezuela

Anche la mancanza di medicine uccide. In due anni è aumentato del 65 per cento il numero di donne morte durante il parto, mentre la mortalità infantile è salita del 30 per cento

Si continua a combattere in Venezuela, come in una vera e propria guerra. Le proteste del popolo nei confronti del dittatore Maduro proseguono in tutto il Paese. E intanto la gente muore. Almeno 44 persone sono state uccise durante le manifestazioni di protesta in Venezuela iniziate ad aprile, 800 sono i feriti. Secondo il Forum criminale venezuelano, gruppo attivo nella difesa dei diritti civili, circa 2.000 persone sono state arrestate durante le proteste e circa 650 sono ancora in carcere. Numeri che dovrebbero preoccuparci tutti. Siamo davvero preoccupati per ciò che sta accadendo in Venezuela o facciamo solo finta?

Intanto il ministero della Sanità del Venezuela ha lanciato l’allarme. In due anni è aumentato del 65 per cento il numero di donne morte durante il parto, mentre la mortalità infantile è salita del 30 per cento. E inoltre è stato registrato un incremento di casi di malaria e difterite, probabilmente connessi alla grave crisi economica in cui è sprofondato il Paese; in Venezuela, oltre al cibo, scarseggiano anche vaccini e presidi sanitari.

Con il Venezuela in queste condizioni è peggiorata la vita anche per circa 400 indigeni Warao del delta del Orinoco che dal Venezuela sono arrivati nella citta’ brasiliana di Manaus in Amazzonia viaggiando per circa 2000 chilometri nel tentativo di fuggire dalla fame e dalle loro condizioni di vita peggiorate con la crisi politica ed economica che sta attanagliando il Paese. Ma anche il loro approdo in Brasile non e’ semplice.

Quanti sono arrivati a Manaus sono accampati in rifugi di fortuna e vivono di elemosine e di accattonaggio ai semafori. A Boa Vista il capoluogo dello Stato di Roraima le autorita’ ne hanno respinti gia’ 500 allontanandoli per motivi di ordine pubblico. Sono del resto sprovvisti di documenti di identificazione e dunque per loro e’ assolutamente impossibile trovare un impiego. L’unica strada pare insomma quella di inserirli nei programmi sociali, ma per fronteggiare l’emergenza serve che il governo brasiliano metta a disposizione fondi adeguati.

Non se ne vanno solo gli indigeni. Continuano ad emigrare anche tantissimi venezuelani, ogni giorno; verso la Repubblica Dominicana, verso gli Usa. Cercano una vita altrove. Se le cose andranno avanti così, le condizioni di vita in Venezuela potranno solo peggiorare.