Siria, almeno 34 uccisi in repressione e scontri

C’è anche un bimbo di circa un anno tra le 36 vittime, per lo piú civili, uccise oggi in Siria nel nord-ovest, nel centro e nell’est del Paese. Lo riferisce il Centro di documentazione delle violazioni in Siria che fornisce un bilancio aggiornato e dettagliato delle violenze.

Il bambino Amer Kamari di un anno è tra le vittime del bombardamento governativo contro Eshari, località nei pressi di Dayr az Zor, capoluogo della regione orientale, dove sono state uccise altre tre persone, di cui una donna.

La maggior parte delle vittime odierne si registra finora nella regione nord-occidentale di Idlib (23): cinque uccisi di cui due donne a Ayn Shib, tre rispettivamente a Maarrat an Numan, Muhambal (ribelli), Mareil; due a Ariha (un civile e un ribelle) e uno ciascuno a Kfarawid, Shaghurit (una donna), Maarbilit (un diciassettenne), Rami, Arnaba, Qastun e Kfarruma.

Tre uccisi figurano a Quseir (sud-ovest di Homs), due in altrettanti sobborghi di Damaso (Duma e Kiswa), altrettanti a Jisr Mazarib (Hama) e uno ad Atarib, a nord di Aleppo.

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