Renzi, ‘l’Italia si può cambiare se ciascuno fa propria parte’

Matteo Renzi, intervenuto all’assemblea della Confindustria del Veneto, ha chiesto l’aiuto degli industriali di Verona-Vicenza: “Chiedo il vostro aiuto. Ora che e’ il momento di passare dalle chiacchiere ai fatti, voi che siete capaci di fatti fate sentire la vostra voce, perche’ o lo cambiamo insieme questo Paese o non lo cambia nessuno". "Sono consapevole di essere l’ultima spiaggia – ha detto il presidente del Consiglio -, e per questo non mi monto la testa. Il 40,8% lo prendo e me lo gioco tutto nel progetto di riforme".

"Noi ci giochiamo faccia e tutto il resto, in un progetto di riforme che renda la burocrazia una cosa normale, il fisco una cosa semplice, le infrastrutture una cosa veloce, la giustizia una cosa degna di questo nome e l’Italia un Paese piu’ bello di come lo raccontiamo".

"Adesso sono tutti favorevoli a fare le riforme. Le facciamo perché tutti pensiamo che l’Italia ha tutte le condizioni per potercela fare e questa e’ la settimana in cui si decide".

Il premier cita anche Belinelli, cestista di San Antonio diventato il primo italiano a vincere un titolo Nba: "Marco Belinelli, ieri ha vinto il più prestigioso torneo di basket al mondo. Lo cito perché in lacrime ha detto: ‘Nessuno credeva in me, ma voglio ringraziare la mia famiglia, perché ho coronato il mio sogno’. L’Italia si può cambiare se ognuno fa la sua parte".

”Nel decreto Sblocca Italia che stiamo preparando per fine luglio c’e’ la soluzione per sbloccare infrastrutture ferme da anni”. ”L’Italia e’ stata fino ad oggi la Cenerentola d’Europa. Abbiamo sbloccato il Patto di Stabilita’ per il rinnovo delle scuole e questo e’ un risultato”.

"Sul tema fiscale –  ha assicurato Renzi – abbasseremo le tasse, ma non e’ il punto oggi. Abbiamo gia’ abbassato l’Irap, iniziato ad abbassare le tasse, ma la semplificazione e’ il primo passo".

Sugli episodi di corruzione che hanno riempito in questi giorni le pagine dei giornali – Expo e Mose: "Non prendiamoci in giro, parliamoci chiaro, le tangenti in questo Paese hanno riguardato politici e politica, ed io per primo ho detto fuori chi ha sbagliato". Le tangenti nascono "da un sistema complicato ed arzigogolato, che è stato portato avanti per anni". E allora? "La semplicità è la prima regola per evitare i giochini sulle tangenti. Non è possibile avere ogni volta una nuova autorità per fare i controlli, per poi scoprire che a volte rubano anche le guardie".

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