Referendum e italiani all’estero, “comunicate al Consolato vostro indirizzo di residenza esatto”

Alla Casa d’Italia di Zurigo un incontro-confronto tra il Pd Farina e il leghista Picchi: al centro il referendum costituzionale

Anche gli italiani nel mondo voteranno in occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre. Oltre confine sono già in corso diverse iniziative per promuovere il referendum anche tra i milioni di connazionali residenti all’estero. Una di queste si terrà domenica 16 ottobre, alle 17, alla Casa d’Italia di Zurigo. Durante l’incontro si confronteranno a viso aperto l’On. Gianni Farina, Pd, che spiegherà le ragioni del Sì, e l’On. Guglielmo Picchi, Lega, che spiegherà le ragioni del No.

Simone Billi, coordinatore dell’Associazione Italiani in Svizzera ed organizzatore del dibattito informativo, in una nota ricorda agli italiani nel mondo di comunicare in maniera tempestiva “al vostro Consolato l’eventuale trasferimento di residenza”, in modo tale da essere sicuri di ricevere il plico elettorale a casa. I cittadini italiani residenti all’estero ed iscritti all’Aire, infatti, riceveranno la tessera elettorale all’indirizzo di residenza estero.

“Invito tutti i connazionali a comunicare tempestivamente al Consolato per posta o per email l’eventuale trasferimento della propria residenza”, continua Billi “perchè il mancato aggiornamento delle informazioni riguardanti il cambio di indirizzo renderebbe impossibile la consegna della scheda elettorale”. Billi ricorda che all’ultimo referendum, quello sulle trivelle, sono state circa il 15% le tessere elettorali tornate al mittente a Zurigo”; “se consideriamo circa 150mila italiani ivi residenti, vuol dire circa 22mila indirizzi non aggiornati”.

Farina dichiara: “Votare SI perché la riforma chiarirà e semplificherà il rapporto tra Stato e Regioni, con l’eliminazione delle cosiddette ‘competenze concorrenti’, ogni livello di governo avrà la proprie funzioni legislative”. Picchi non è d’accordo: “Votare NO – sostiene il leghista – perché questa riforma non supera il bicameralismo ma lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e Regioni, tra Camera e nuovo Senato”.

Billi in conclusione evidenzia: “Votare non è solo un diritto, ma è anche un dovere e se non avete ancora le idee chiare, se non avete ancora deciso cosa votare, se Sì o No, venite al dibattito alla Casa d’Italia a Zurigo domenica prossima, potrete sentire sia le ragioni del SI che quelle del NO e porre domande di persona”.