Rai, Minzolini a giudizio: ‘Sono tranquillo ma indignato’

Augusto Minzolini, direttore del Tg1, è stato rinviato a giudizio per peculato in relazione alle spese sostenute con la carta di credito aziendale. Il gup di Roma ha accolto le istanze del procuratore aggiunto. Il processo si terra’ l’8 marzo prossimo.

Da quanto si apprende, il giornalista in ogni caso aveva poi rimborsato le somme spese. Per questo Minzolini si dice “indignato per le cose che sono state dette durante questa udienza preliminare. Qui a Roma il 95% dei casi va a giudizio, quindi sono tranquillo ma indignato. Avevo questa cosa che prima doveva essere un benefit e poi non lo e’ stato piu’, poi nessuno si e’ piu’ fatto sentire. In tutta questa vicenda l’unico problema e’ che non ho messo i nomi delle persone con cui sono andato a pranzo. Oggi mi viene richiesto qualcosa che prima non e’ mai stato chiesto ai miei predecessori".  "E’palese che in questa cosa ci sono molti elementi che non sono chiari come il fatto che tutto e’ esploso alla vigilia del voto che avrebbe dovuto mettere fine a un equilibrio politico. Un tempismo perfetto".

LEGALI MINZOLINI: SARA’ DIMOSTRATA INSUSSISTENZA FATTO I difensori di Augusto Minzolini, avv. Carlo Pandiscia e avv. Franco Coppi, assicurano: “Nel processo che avra’ inizio il giorno 8 marzo 2012 sara’ dimostrata la insussistenza in fatto e la impossibilita’ in punto di diritto della configurazione del delitto di peculato contestato al dott. Minzolini in relazione ad alcune spese ritenute ingiustificate e che rientrano invece nell’ambito di consentite spese di rappresentanza”.

“A fronte delle contestazioni mosse al dott. Minzolini circa l’impiego della carta di credito aziendale – precisano gli avvocati -, il direttore del Tg1 ha da tempo provveduto ad accreditare alla Rai l’intero importo della somma in discussione e cio’ ancora prima che si avesse notizia della esistenza del procedimento penale”.

LA POLITICA Intanto il dibattito politico sulla vicenda cresce, con il PdL che difende il direttore del Tg1 e Futuro e Libertà che, insieme all’Italia dei Valori, chiede le dimissioni di Minzolini.

Durissimo Aldo Di Biagio, futurista eletto in Europa: “Dopo aver mandato a picco il Tg1 sia negli ascolti che sul piano della qualita’, danneggiando ancora di piu’ l’immagine di un servizio pubblico ormai decadente, Minzolini ora e’ stato anche rinviato a giudizio per peculato, cioe’ per aver utilizzato in maniera sconsiderata soldi che la Rai, e quindi il contribuente italiano, gli ha messo a disposizione per svolgere la propria attivita’ professionale. Soldi che lui ha invece speso per cenare in ristoranti di lusso e dormire in hotel a 5 stelle, accompagnato da dolci donzelle. Tutto questo – aggiunge – in un momento in cui l’Italia e’ sull’orlo del baratro, le aziende chiudono, migliaia di persone sono disoccupate o rischiano di rimanere senza lavoro e le famiglie non riescono ad arrivare alla fine del mese”.

Proprio a Di Biagio risponde il giornalista: “Tra i tanti che hanno parlato oggi l’unico a cui non posso esimermi dal rispondere e’ l’onorevole Di Biagio che ha usato la solita demagogia d’accatto. Lo ripeto: i soldi usati per sostenere le spese di rappresentanza nel ruolo di direttore del Tg1, il sottoscritto li ha tirati fuori alla fine, nei fatti, di tasca propria come si evince dal provvedimento di archiviazione della Corte dei Conti sull’argomento. Non so in quanti avrebbero fatto lo stesso”.

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