Obesità complice del cancro al seno, più a rischio i giovani

L’obesità – importante fattore di rischio per vari tipi di tumore – ora si rivela essere anche una ‘complice stretta’ del cancro al seno, peggiorando notevolmente la prognosi nelle donne piu’ giovani colpite da questa patologia. La conferma arriva da un nuovo studio presentato al Congresso della Societa’ americana di oncologia clinica (Asco), principale appuntamento mondiale del settore, e proprio dagli Usa gli esperti sottolineano l’urgenza di fronteggiare ‘l’epidemia’ di obesita’ che interessa ormai moltissimi Paesi per prevenire l’aumento dei casi di cancro a livello mondiale.

Le nuove evidenze arrivano da uno studio condotto dai ricercatori dell’Universita’ britannica di Oxford su 80mila donne, nell’ambito di 70 sperimentazioni cliniche, colpite da tumore del seno: e’ emerso che l’obesita’ aumenta il rischio di morte del 34% nelle donne con cancro al seno in eta’ pre-menopausa, dunque in quelle piu’ giovani, ed in particolar modo se colpite dal tumore di tipo Her2 positivo, una delle forme piu’ aggressive di cancro alla mammella.

In queste pazienti, spiega l’oncologo Hong Pan, tra gli autori dello studio, ”l’indice di mortalita’ era maggiore di un terzo rispetto alle pazienti con peso normale”.

Uno studio ritenuto significativo dagli oncologi poiche’ e’ un’evidenza in piu’ che conferma i danni causati dall’obesita’: ”Sono sempre piu’ numerose le prove scientifiche che mostrano come pazienti colpiti da cancro e che sono obesi hanno, in generale, un decorso peggiore della malattia; in questo caso – afferma il presidente del Congresso Asco, Clifford Hudis – si tratta di giovani donne con cancro al seno”. Ma l’allarme e’ ancora piu’ ampio: ”Con circa due terzi della popolazione adulta in Usa oggi obesa – rileva Hudis – e’ impossibile evitare che l’obesita’ diventi un fattore che complica notevolmente la cura del cancro”.

Un quadro analogo si registra in molti altri Paesi, a partire dall’Italia dove aumenta la percentuale di obesi (e’ infatti obeso l’11,3% degli uomini e il 9,5% delle donne). A fronte di tali dati, avverte Hudis, ”sono urgenti nuove strategie per ridurre la percentuale di tumori correlati all’obesita’, diventata una ‘sfida’ per la salute pubblica”.

A preoccupare, pero’, e’ anche la scarsa consapevolezza dei cittadini: ”Meno di un americano su dieci – sottolinea il presidente Asco – e’ consapevole che l’obesita’ e’ un importante fattore di rischio per il cancro”. Da qui l’impegno dell’Asco, che ha pubblicato delle specifiche guide per medici e pazienti, oltre a promuovere una formazione mirata per i giovani oncologi sul controllo del peso i relazione al cancro. Dal Congresso Asco, dunque, viene indicata una delle priorita’ a livello mondiale: ”Come e’ stato fatto anni fa rispetto al fumo di sigaretta, oggi – ha concluso il presidente degli oncologi statunitensi – e’ urgente creare consapevolezza sul fatto che l’obesita’ e’ tra i maggiori ‘contributori’ al carico di casi di cancro delle nazioni”.

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