Liberalizzazioni Monti, Ecco cosa non convince – di Marco Zacchera

E’ sciocco sostenere di poter già dare un giudizio serio sul pacchetto di “liberalizzazioni” promosso dal governo visto che in buona parte andrà attuato con decreti di cui non si conosce il contenuto e – al di là dei proclami di principio –  subirà ulteriori ritocchi da parte del Parlamento. In generale sono misure giuste, ma timide e contraddittorie e che soprattutto non mi sembrano colpire alcuni nodi fondamentali dello sviluppo del Paese.

Facciamo alcuni esempi: si parla tanto di liberalizzare le farmacie, ma perchè non si va alla radice del problema riguardando i prezzi dei medicinali imposti dalle lobby delle aziende farmaceutiche? La vera riforma sarebbe quella del Comitato nazionale sul farmaco con nuovi criteri per fissare i prezzi amministrati: se un farmaco in Francia costa meno non è con una farmacia in più che diminuirà il suo prezzo in Italia. Stesso discorso per le ferrovie o le autostrade: che motivo c’era di aumentare le tariffe autostradali in modo così elevato all’inizio di quest’anno, quando non c’è stata una impennata dei lavori autostradali ? “Meccanismi obbligati, tasso programmato”, si dirà, ma il governo poteva intervenire e ridurli, così come per la benzina dove non è un self service in più a ridurre il prezzo, ma le accise hanno raggiunto valori stratosferici e stanno stritolando l’economia: la benzina aumenta ma diminuiscono forse i profitti delle aziende petrolifere?

Ferrovie? Di fatto in Piemonte si è fatto di tutto per distruggere “Arenaways”, che voleva mettere in servizio treni per i pendolari di miglior qualità. Così è rimasto il monopolio FS, i biglietti aumentati, i treni fanno schifo e tutto è peggiorato, alla faccia della liberalizzazione.

Non capisco poi la questione dei taxisti: o si mette la possibilità di ridurre le tariffe (il taxi che passa con scritto sulle fiancate, ad esempio, “qui sconto 20%", tu lo scegli e il tassametro costa meno) imponendo tariffe massime e non minime, o non vedo il vantaggio nell’avere più licenze, visto che di solito le vetture non mancano mai, ma piuttosto molti non usano il taxi perchè costa caro. Così come si dovrebbe capire per quale motivo  – al di là delle truffe – le assicurazioni RC auto in Italia siano le più care del mondo e così l’energia che incide così tanto sulla produzione e le famiglie.

L’impressione insomma è che si colpiscano alcune categorie ma non si tocchino altre, ad iniziare dal sistema bancario e delle carte di credito dove ci sarebbe da avviare una autentica bonifica. Ne avrà la forza il governo Monti? Vedremo, sono scettico.

Resta un aspetto sul quale l’Europa non vuole decidere: tassare la speculazione finanziaria. E’ una cosa per me indispensabile e da fare subito, visto che la gran parte dei problemi per la UE non sono economici ma finanziari, ovvero causati dalle stesse bande a delinquere che controllano i ratings dei Paesi ed ogni istante con miliardi di transazioni fissano prezzi che nulla hanno a che vedere con il commercio reale. Su questo il mondo ha perso la testa a vantaggio di poche persone e purtroppo non vuole rendersene conto. Una serena campagna di informazione sarebbe utilissima, ma gli stessi media sono probabilmente controllati da quegli stessi gruppi e così siamo sempre al punto di partenza.

*già deputato PdL, sindaco di Verbania

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