Le spese pazze di Laura Boldrini, 200 frigobar per i deputati – di Leonardo Cecca

E’ proprio vero che in Italia c’è il cattivo vezzo del criticare e, spesso, lo si fa senza alcuna ragione, ma solo per invidia o per partito preso. Da un po’ di tempo tutti, eccetto i perfetti e corretti democratici, hanno preso di mira la Presidenta della Camera Boldrini solo perchè ha invitato gli immigrati a venire da noi perché saranno accolti con tutti i confort, ha criticato i disagi dei centri di accoglienza e perchè ha sperperato denaro pubblico per spese inutili: vale la pena rammentare la spesa per far rifare gli stampati della Camera con la scritta "La Presidente", quella astronomica per rinnovare il sito della Camera, i 40 mila euro per una ricerca sulla parità di genere, gli oltre 6 mila euro nei primi 3 mesi del 2015 per comprare videocassette, forse da utilizzare come soprammobili, i circa 70 mila euro per uno scanner planetario ed ora, ultimo piccolo acquisto, 200 frigobar per i laboriosi deputati per una spesa di circa 43 mila euro.  

Qualcuno potrebbe sobbalzare dalla poltrona e gridare: "ma si fanno queste spese pazze mentre il Paese è in piena crisi e ci sono persone che muoiono di fame avendo una pensione di 496 euro al mese?". Se si riflettesse un po’, si arriverebbe a capire che non sono spese pazze, poichè in primis servono ad alzare il tono istituzionale della Camera, pur se alcune volte sembra un mercato boaro, poi sarebbe inutile distribuire tali somme a coloro che percepiscono meno di 500 euro al mese, poichè oltre a non sapere cosa farne di uno scanner planetario, non avrebbero nemmeno cosa fare di un frigobar poichè, senza denaro, non avrebbero niente da metterci.

Come si può costatare la Boldrini è una politica che vede lontano, tant’è che approfitta dell’aereo di Stato per lei e compagno quando non dovrebbe e inoltre per avere l’orizzonte libero approfitta del fine settimana da trascorrere nell’oasi di Castelporziano.

Brava Presidenta, se però non ci fosse, sarebbe meglio per tutti, soprattutto per le casse dello stato, forse in Africa la sua opera sarebbe più apprezzata, provi ad andarci, a sue spese, per portar conforto ai diseredati.

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