L’agonia senza fine di Alitalia

Dopo 2 anni le perdite ammontano a un miliardo di euro. Una conduzione incapace e a favore della parte araba. Nel tempo Alitalia viene spolpata da una pletora di manager

Le cronache di questi giorni ripropongono il problema Alitalia. Il costo del lavoro per ciascun dipendente è mediamente di 8 mila euro in meno rispetto alle compagnie tradizionali. I costi maggiori appartengono a Easy jet, Klm, Lufthansa , British e Ryanair. Il costo del lavoro presso l’Alitalia è diminuito negli ultimi 3 anni del 19% mentre il carburante è aumentato del 13% ed i servizi esterni del 3%. Non si spiega l’aumentato costo del carburante a fronte del livello costante del barile (mistero!).

La compagnia, su un totale di 122 velivoli, ne è proprietaria solo di 7. Tutti gli altri sono in leasing, cosa che comporta un costo inspiegabile rispetto ai concorrenti. Nell‘ultimo triennio esso è aumentato del 34%. I concorrenti hanno, al contrario, un numero di velivoli in proprietà significativo. Ciascun leasing costa mediamente 2,4 milioni, Alitalia ne spende 3.6 milioni per aereo. Le banche socie, vedi Unicredit – vice presidente Montezemolo nonché presidente di Alitalia – richiedono il 5% di interessi.

In Europa Alitalia è al terzo posto per puntualità. Nel 2008, in prossimità delle elezioni, Berlusconi fece fallire la trattativa con Klm e Air France. Voglio una compagnia italiana, affermò! Nel 2015 venne annunciata la svolta con l’ingresso di Etihad. Gli arabi comprano il 49% di Alitalia, investendo 387 milioni di euro. Renzi annunciò: ora si vola! Forse pensava agli aquiloni.

Dopo 2 anni le perdite ammontano a un miliardo di euro. Una conduzione incapace e a favore della parte araba. Nel tempo Alitalia viene spolpata da una pletora di manager.

Giancarlo Cimoli è il simbolo degli sprechi. Nel 2004 a.d. promette il risanamento della compagnia entro il 2008. Il risanamento effettivamente realizzato è stato tuttavia il suo. Condannato a 8 anni e 8 mesi per bancarotta, nel bel mezzo delle macerie della compagnia, intascava uno stipendio di 2,8 milioni di Euro. Poi altri 3 milioni come buonuscita.

Grandi dirigenti che hanno solo fatto i loro interessi. Girando da un incarico all’altro senza alcun merito.

Una nota particolare va ai sindacati. Come si possono chiedere ai lavoratori licenziamenti, cassa integrazione e una riduzione del 25% del salario? Purtroppo i sindacati non hanno più il senso della realtà e non rappresentano più nulla. Attenzione! Secondo Lufthansa ci sarebbero in Alitalia 3mila esuberi. In Alitalia, dunque, lotta senza timori. Occorre cacciare incapaci e disonesti. In Italia transitano 64 milioni di persone. E’ un delitto liquidare una compagnia con piloti e personale di assoluta eccellenza.

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