La Regina Elisabetta nell’Irlanda del Nord, storico incontro ex leader IRA

Instancabile Elisabetta. Nel carniere dei record, battuti uno dopo l’altro in quest’anno di giubileo ormai totalitario, non poteva mancare un viaggio in Irlanda del Nord, per anni ferita sanguinante del suo reame. Tappa numero uno la cittadina di Enniskillen, teatro nel 1987 di un sanguinoso attentato dell’IRA che lasció sul marciapiede 11 morti e 63 feriti. Qui la regina ha incontrato i superstiti di quel massacro. Poi – domani – sarà la volta dell’incontro storico con l’ex leader Martin McGuinness.

Una scaletta di questo tipo sarebbe stata semplicemente "impensabile" ancora pochi anni fa, ha sottolineato Owen Paterson, ministro dell’Ulster. Ma Elisabetta è ormai inarrestabile, cosí come il processo di pace scaturito con gli accordi del venerdí santo. "E’ una vera signora", ha detto Stephen Gault, superstite dell’attacco terroristico. "Eravamo tutti nervosi ma lei ci ha messo a nostro agio". Al fianco della regina c’era anche il duca di Edimburgo. Per Filippo è una visita carica di significato visto che suo zio, Lord Mountbatten, venne ucciso da una bomba dell’IRA piazzata nel suo yacht al largo delle coste della contea di Sligo nel 1979. "Oggi senza dubbio si risvegliano dei ricordi terribili", chiosa Gault. "Peró si dimostra, soprattutto, che le vittime di Enniskillen non sono state dimenticate".

Ecco allora che nella cattedrale della città si è tenuta una celebrazione ecumenica per ricordare i morti e i feriti: oltre 700 persone hanno preso parte alla cerimonia, inclusi i chierici protestanti e cattolici. La lezione è stata recitata dal primo ministro dell’Ulster Peter Robinson. L’arcivescovo di Armagh, Alan Harper, si è quindi occupato del sermone e ha ringraziato la regina per la sua visita in Irlanda dello scorso anno. Le sue parole di riconciliazione, ha detto Harper, hanno permesso a molti di gettar via le "catene" – pur allentate dagli accordi del 1998 – e abbracciare la propria identità in modo positivo. Detto questo, non è un mistero che tutti gli occhi siano puntati sulla storica stretta di mano con il vice primo ministro dell’Ulster e storico leader del Sinn Fein Martin McGuinness.

L’incontro dovrebbe avvenire a Stormont, il palazzo dove ha sede il governo nordirlandese. Salvo dietrofront dell’ultimo minuto, sarà di natura privata, al sicuro dagli obiettivi dei fotografi. O almeno, questo è quello che va ripetendo l’ufficio stampa di Buckingham Palace ai giornalisti. McGuinness, dal canto suo, ha peró dichiarato di non avere nulla in contrario ad essere ritratto accanto alla regina. "Si è parlato molto in passato del sentire la mano della storia sulla propria spalla", ha detto ricordando un discorso pronunciato da Tony Blair. "Ora si tratta di tendere la mano della pace e della riconciliazione alla regina Elisabetta, che rappresenta centinaia di migliaia di unionisti nel nord". "Sono – ha aggiunto – un repubblicano irlandese ora e lo saró ancora dopo aver incontrato la regina Elisabetta, con la stessa passione per la libertà, la giustizia, la pace e la riconciliazione che avevo il giorno prima".

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