La Lega Nord? Merita rispetto – di Antonio Gabriele Fucilone

Vedendo una delle ultime sedute del Parlamento in cui era presente anche il Governo ho notato un piccolo particolare. Quando la Lega Nord iniziava a manifestare il proprio disappunto verso le scelte politiche del Governo, il premier Monti guardava tutto ciò con una certa supponenza. Almeno, questa è stata la mia impressione.

 Io penso che la Lega Nord abbia, ora, un compito molto importante. Per farvi capire, cito (come ho fatto altre volte) le parole dell’ex-presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia ed esponente del Partito Democratico, Riccardo Illy, che ha scritto in un suo libro che negli anni ’90 la Lega Nord evitò rischi di movimenti terroristici (come l’ETA in Spagna) proprio con queste sue manifestazioni che in apparenza furono folkloristiche mentre in realtà funsero da "valvola di sfogo" per tutte quelle tensioni, che c’erano. La Lega Nord sdoganò una nuova idea di Stato, il federalismo, che è l’unica forma di Stato che possa mantenere realmente unita l’Italia.

 Oggi, queste tensioni ci sono ancora. Gli ordigni contro le sedi di Equitalia lo dimostrano. Intendiamoci, non approvo quanto sta succedendo, pur non avendo una buona opinione sul fisco attuale e sull’operato di Equitalia. Non mi piacciono nemmeno le parole di chi, come Beppe Grillo, minimizza o giustifica certi episodi. La violenza non è mai una bella cosa. La Lega Nord, invece, cerca di smorzare queste tensioni, canalizzandole e cercando di interloquire con le istituzioni, per trasformarle in idee costruttive, pur mantenendo il legame con il territorio.

 Per questi motivi, il partito di Umberto Bossi merita rispetto. Molti sottovalutano certe situazioni. Per fare capire meglio la situazione, mi permetto di citare questa leggenda bizantina: un monaco di Costantinopoli che si trovava presso la fonte di Zodochus Pege (che tuttora esiste) parlò con un’altra persona. Il monaco disse: "E’ più facile che avvenga la resurrezione di un morto che non la conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi". Appena il monaco disse questo, i pesci che erano nella fonte iniziarono a saltare fuori dall’acqua e finirono nella padella. Sappiamo tutti come la storia andò a finire. Il 29 maggio 1453, il sultano dei Turchi Ottomani Mehmet II entrò in Costantinopoli e questa divenne Istanbul, la capitale dell’Impero Ottomano. La morale della storia è: non si deve dare nulla per scontato.

 Chi oggi attacca la Lega Nord, accusandola di populismo o di volere attentare all’unità d’Italia, e dice che il popolo italiano accetterà di buon grado le politiche dell’attuale Governo, rischia di fare la figura di quel monaco bizantino. C’è un forte malcontento che spesso si esprime anche con atti estremi, come i ben noti suicidi. La disoccupazione giovanile è elevata ed il Governo ha aumentato la pressione fiscale, rischiando di frenare la crescita. La politica deve tornare a parlare con la gente.

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