Italiani all’estero, Turni per i passaporti: a Buenos Aires soluzioni parziali in attesa del SIFC

Durante la riunione di mercoledì scorso del Comites di Buenos Aires, il Cons. Scognamiglio ha spiegato che si cerca di ridurre i tempi di consegna dei passaporti, in attesa del collegamento della sede consolare al Sistema integrato di funzioni consolari. I problemi coi turni, specialmente per quanto riguarda i passaporti, sono stati al centro delle comunicazioni del Console generale d’Italia a Buenos aires, Giuseppe Scognamiglio, al Comites di Buenos aires, durante la seduta che si è svolta mercoledì sera. Il Console generale ha riconosciuto che la situazione è effettivamente complicata, ma ha anche prospettato varie iniziative che sono in fase di rodaggio e altre che saranno implementate fra poco tempo.
 
Premessa importante: i ritardi riguardano esclusivamente i doppi cittadini, cioè coloro che hanno anche un passaporto argentino per lasciare il Paese. Infatti, i soli italiani possono presentarsi direttamente in Consolato senza prendere il turno, misura ragionevole perché altrimenti non potrebbero viaggiare.
 
Davanti ai pochi consiglieri presenti, e ad un pubblico ancora più scarso, il Console generale è intervenuto poco dopo l’inizio della seduta, riconoscendo che, effettivamente, nell’ufficio passaporti c’è un cumulo significativo di domande e a causarlo, ha spiegato Scognamiglio, è stato in primo luogo il ritardo nelle risposte delle questure italiane che devono concedere il nulla osta. Va ricordato che prima i controlli venivano realizzati direttamente dai consolati. Il nulla osta da parte delle questure è stato stabilito da quando è stato implementato il nuovo passaporto elettronico. Ad ogni modo quello del nulla osta è un problema che è stato superato grazie all’intervento del Mae. Ora le risposte arrivano, al massimo, in un mese.
 
L’altro problema, secondo quanto ha spiegato il Console generale, è costituito dalla lentezza delle tre stampanti (da quel che si sa, impiegano circa 15 minuti per stampare un passaporto), a cui si era aggiunto nel mese di agosto il periodo di ferie del personale.
 
Tra le soluzioni c’è la promessa di una nuova stampante, il che aiuterebbe a ridurre i tempi di consegna dei passaporti.
 
Va ricordato che lo sportello polifunzionale (anagrafe/Stato civile/Passaporti) riceve in media 95/100 persone al giorno, cioè in media 15 persone per ogni operatore, per pratiche che devono essere lavorate dopo la ricezione.

C’è un’altra novità, annunciata dal Console generale, anch’essa per ridurre i tempi per ottenere il passaporto. Si tratta di un nuovo servizio dedicato esclusivamente alla presentazione della domanda di passaporto per i connazionali che hanno il proprio fascicolo in regola, che è cominciato lunedì scorso: un premio per chi si premura di informare di qualsiasi variazione anagrafica, utile anche ai fini bonifica AIRE, elezioni, censimento, ecc.. E’ da tener presente che praticamente ogni pratica di rilascio passaporto comporta anche l’aggiornamento dello stato civile e del fascicolo del connazionale italo-argentino, che quasi sempre solo in quel momento entra in contatto con il Consolato, occasione nella quale è tenuto ad aggiornare i suoi dati.
 
Quindi i cittadini “virtuosi” potranno chiedere on line un turno per la “domanda passaporto prioritario”. Il sistema concede venti turni al giorno. Naturalmente, ha precisato Scognamiglio, chi otterrà un turno e non sarà in regola con l’anagrafe, non sarà accettato e dovrà chiedere un turno normale.
 
Attualmente i passaggi per il rilascio del passaporto sono due. Infatti l’interessato deve chiedere un primo appuntamento per verificare l’aggiornamento del fascicolo, prendere eventuali atti di stato civile, inviare la richiesta di autorizzazione alla questura. I turni per questi primi appuntamenti sono arrivati a gennaio, ma bisogna precisare che gli anziani, coloro che hanno solo la cittadinanza italiana e gli inabili, vengono ricevuti senza turno.
 
Superato il primo appuntamento, l’interessato viene informato quando ha avuto il nulla osta della questura e quindi deve prendere un appuntamento per il ritiro del passaporto: nello stesso giorno si prendono le impronte digitali, si stampa il passaporto ed il connazionale lo ritira.
 
Anche in questo campo c’è una novità positiva: dalla settimana scorsa è stato aumentato il numero degli appuntamenti per fare e ritirare i passaporti, da 46 a 71, più quelli per anziani e solo italiani, con tre operatori ed uso delle tre stampanti in dotazione. In questo caso i turni sono disponibili a partire dell’ultima settimana di ottobre.
 
Ma per una soluzione di più ampio respiro bisognerà aspettare ancora un pò, fino dicembre o all’inizio dell’anno prossimo, quando la sede di Buenos Aires sarà collegata al SIFC (Servizio Integrato Funzioni Consolari). Si tratta di un sistema informatico per l’accesso a vari database dell’amministrazione che sono state integrate, al quale si stanno collegando le varie sedi consolari italiane nel mondo, comprese quelle dell’Argentina. Per la sede di Buenos Aires si pensava ad un collegamento in questi giorni ma, visto che è la sede al mondo con il più alto numero di cittadini iscritti, invece di rischiare di far saltare il sistema, si è preferito rinviare il collegamento per essere certi della sua affidabilità.  Quando entrerà in attività anche a Buenos aires, il SIFC consentirà agli operatori l’accesso a diverse banche dati, consentendo di abbattere i tempi (per esempio del 40 per cento per fare i passaporti) e, in un secondo momento, consentirà anche agli utenti di svolgere una serie di pratiche on line, quindi senza dover recarsi nelle sedi consolari.
 
Il dott. Scognamiglio ha annunciato inoltre che fra poco entrerà in funzioni il nuovo centralino telefonico, preparato per dare una serie di risposte automatiche e che, nell’orario d’ufficio, consentirà anche di parlare con uno dei tre operatori che saranno destinati a tale mansione. Nel caso che non potessero dare una risposta immediata, dovrebbero comunque contattare l’interessato nel giro di ventiquattro ore per darla. Scognamiglio ha detto che se questa soluzione non sarà sufficiente, allora bisognerà contrattare un call center esterno, ma in quel caso il servizio dovrà essere pagato dall’utente.
 
Per quanto riguarda le domande di riconoscimento della cittadinanza italiana, il Console generale ha detto che, contrariamente a quanto gli era stato prospettato, quando si è insediato a Buenos Aires ha trovato che c’erano ancora diecimila cittadinanze da fare. Di queste sono già state fatte seimila, e altre 3200 sono da finire entro gennaio 2012. Scognamiglio ha annunciato che il 1º ottobre sarà aperta la domanda di turni per la cittadinanza per il primo semestre dell’anno venturo, ma ha precisato che il Consolato sarà costretto a restringere le domande di nuove cittadinanze per assicurare il completamento delle domande già avviate.
 
E’ proprio la questione della costante crescita del numero di cittadini da una parte (da quando si è insediato a febbraio il Console generale Scognamiglio sono registrati a Bueno aires 7000 nuovi cittadini), e dall’altra risorse umane decrescenti per dare servizi consolari a una utenza sempre più numerosa, a rendere difficile una soluzione definitiva ai problemi.

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