Italiani all’estero, ingegnere italiano rapito in Siria

Un ingegnere italiano è stato rapito in Siria. Mario Belluomo, questo il suo nome, lavora in un’acciaieria nell’area di Latakia e oggi è stato rapito insieme a due colleghi. La notizia è stata confermata dalla Farnesina che ha subito attivato l’Unità di crisi.
 
Da Mosca, dove si trovava per il tredicesimo Consiglio di Cooperazione Economica italo-russo, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi segue personalmente il caso: "l’incolumità del connazionale è la nostra priorità assoluta ed è indispensabile tenere il massimo riserbo", sottolinea Terzi. "Anche in questo caso, in raccordo con tutte le strutture dello Stato coinvolte, stiamo lavorando con il massimo impegno e con la stessa dedizione con cui le nostre Ambasciate e Consolati quotidianamente prestano assistenza ai connazionali in difficoltà, anche in regioni e situazioni a rischio".
 
"Dal novembre 2011 – ricorda il Ministro – l’azione del Governo, di tutte le sue strutture ed in particolare dell’Unita di Crisi della Farnesina ha condotto alla liberazione di 27 cittadini italiani rapiti all’ estero: ricordo che due di questi furono rapiti proprio in Siria e lo scorso 29 luglio sono rientrati in Italia, grazie all’intenso lavoro e alla stretta collaborazione di tutti gli organi dello Stato".
 
"Non dimentichiamo – conclude il Ministro – che vi è ancora un nostro connazionale in mano ai rapitori, Giovanni Lo Porto, rapito in Pakistan il 19 gennaio 2012, per la cui liberazione non si attenua in nessun modo l’ impegno delle autorità e dei massimi livelli istituzionali. A lui e al connazionale in Siria va in queste ore il mio pensiero".

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