Germania frena su aiuti Grecia, poi Merkel apre a intesa

Grecia ancora sulla graticola almeno fino a lunedi’, quando un nuovo Eurogruppo tentera’ di raggiungere quell’accordo per sbloccare gli aiuti che la scorsa notte la Germania ha mandato all’aria. L’intransigenza di Berlino, gia’ ammorbidita oggi dalla stessa Merkel, ha mandato a monte anche la trattativa con il Fondo monetario internazionale per rendere il debito di Atene piu’ sostenibile. Ma per la cancelliera ci sono ‘buone chance’ per un’intesa lunedi’, che sblocchi il pagamento dei 44 miliardi entro il 5 dicembre, e la Grecia torna a sperare, cosi’ come le Borse che non accusano piu’ di tanto e oggi chiudono piatte. ‘Senza accordo e’ a rischio la stabilita’ della zona euro’, ha avvertito oggi il premier greco Antonis Samaras.

Cosa e’ andato storto la scorsa notte, lo spiega il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble: ‘Con gli altri ministri abbiamo diverse opinioni su come far fronte alle nuove necessita’ finanziarie del Paese’, ovvero, su come riempire il nuovo buco dei conti che si e’ creato dopo aver concesso piu’ tempo per rientrare dal deficit. Circa 15 miliardi di euro da qui al 2014 (e altrettanti entro il 2016) che vanno trovati giocando sulle scadenze del debito o sul taglio degli interessi sui prestiti, ma senza mai nemmeno pensare di riaprire i cordoni della borsa che ormai l’Europa ha messo via.

‘Siamo d’accordo che uno schema di ‘buyback’ (riacquisto a prezzi scontati da parte di Atene del suo stesso debito) puo’ partire’, ha spiegato Schaeuble, che vorrebbe sostenere l’operazione con un aumento di 10 miliardi di euro del fondo salva-Stati Efsf. Altri ministri invece vorrebbero abbassare, portandoli quasi vicini allo zero, gli interessi sui prestiti bilaterali che hanno concesso alla Grecia nel 2010, e che ora gravano sulle sue magre casse. La Germania pure sarebbe disponibile a questa opzione, ma vorrebbe un taglio dei profitti meno profondo di quello che propongono gli altri. A Berlino, in sostanza, interessa solo trovare un modo di far fronte alle nuove necessita’ della Grecia senza rimetterci un euro. Per questo, potrebbe entrare in campo la Bce, che dovrebbe cedere alla Grecia i profitti sui suoi titoli.

Oltre alla questione del nuovo buco, c’e’ quella della riduzione dell’enorme debito, oggi al 170% del pil: secondo il piano di risanamento, deve scendere al 120% nel 2020, ma con la recessione piu’ profonda del previsto, nel 2020 scendera’ al massimo al 144%. Il Fmi non transige: il debito deve essere sostenibile, non si deroga dal risanamento, e quindi si deve trovare il modo di farlo scendere in fretta, senza tagliarlo perche’ per molti, ad esempio Francia e Olanda, sarebbe un grave precedente. Si fanno quindi i conti sommando il mix delle operazioni che farebbero recuperare ad Atene un po’ di ossigeno, ma molti analisti sono scettici: nemmeno tutte insieme riuscirebbero a far quadrare il cerchio, e il Fmi, scontento di come l’Eurogruppo sta gestendo la vicenda, minaccia di uscire dal programma di aiuti. Ma per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, non c’e’ alcun dubbio che la Grecia comunque restera’ nell’euro: c’e’ stato, ammette, un periodo in cui ha rischiato, ‘fino a quando non si e’ messo un punto fermo con il presidente della Bce Mario Draghi’.

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