Francia, strazio di Tolosa: il lungo addio alle vittime

Ozar Hatorah, la scuola martire di Tolosa, riapre domani. Un segnale di speranza, per indicare ai bambini come uscire dal lutto. Negli occhi di tutti, quelle quattro bare – tre piccole, chiare, da bambini – che lasciano per sempre la loro scuola per l’ultimo viaggio, verso Gerusalemme. Tolosa è schiantata dal dolore e angosciata dal futuro. Da 24 ore, la sua cornice e’ il silenzio.

Tutta la notte, parenti e amici hanno vegliato, recitando salmi e preghiere, i corpi delle vittime esposti nella palestra: Jonathan Sandler, 30 anni, con i suoi figli Gabriel, 4, e Arieh, 5, e la piccola Myriam, 7 anni. Di primo mattino, a gruppi, sono arrivati i compagni di scuola, gli amici, abbracciati l’uno all’altro, in lacrime. Poi il temuto momento del distacco, terribile, quello di dire addio al professore amato da tutti e a quei tre bambini, tutti con la doppia nazionalita’ franco-israeliana. Saranno sepolti in Israele, il luogo dove ‘arrivera’ prima la pace del mondo’, ha ricordato Nicole Yardeni, responsabile della Comunita’ ebraica locale. ‘Tre angeli ci hanno lasciato, insieme a un giovane rabbino che aveva scelto di insegnare l’amore per il prossimo’, ha detto il presidente della Comunita’ ebraica tolosana, Arie Bensemhoun. Aggiungendo che oggi e’ il ‘tempo del raccoglimento’. Domani sara’ ‘quello dei funerali’. Ma – ha aggiunto – ‘dopodomani chiederemo i conti’.

Alle 11, il minuto sacro di raccoglimento al Capitole, il cuore di Tolosa, si e’ irradiato in tutte le scuole di Francia, ferme e immobili nello stesso istante. Poi, nel paese la vita e’ ripresa, ma al Capitole sono rimasti tutti muti, nessuno ha avuto il coraggio di spezzare quel rito in qualche modo confortante. C’erano tanti ragazzi che facevano la fila senza parlarsi, scambiandosi soltanto sguardi pieni di lacrime, in attesa di entrare nel cortile per stringersi al primo cittadino, un distrutto Pierre Cohen.

Fuori, il solito mercatino con i colori allegri e le grida dei venditori africani con i vestiti colorati, era irriconoscibile. Tutti con lo sguardo impenetrabile, rivolto verso il Campidoglio di Tolosa, sotto lo sguardo vigile di decine e decine di poliziotti. Sono armati anche quelli della municipale, almeno durante il giorno, per ordine di Claude Gueant, il ministro dell’Interno che il capo dello stato, Nicolas Sarkozy, ha trasferito nella Ville Rose fin quando non avra’ risolto il caso.

A Tolosa, al dolore si aggiunge l’angoscia: ‘Lo accompagno io mio figlio a scuola – dice un trentenne in scooter, con il figlio sul sellino posteriore – abitiamo vicino e in genere va da solo. Ma fin quando non avranno preso il killer, non si sa mai. Preferisco esserci anch’io’.

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