Finmeccanica e la grana di Monti – di Carlo Di Stanislao

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Arriva la prima tegola sul governo Monti, con il caso Finmeccanica, che ha come azionista di riferimento al 30,2% lo Stato ed è stata coinvolta negli ultimi mesi da una serie di scandali finanziari, che hanno già portato alle dimissioni il manager del gruppo Lorenzo Borgogni ed ora ad indagini sul presidente della società Pier Francesco Guarguaglini e sull’amministratore delegato della controllata Selex Sistemi Integrati (e moglie del presidente) Marina Grossi. Ieri, Mario Monti,  ha dichiarato che "si aspetta una rapida e responsabile soluzione" della situazione di Finmeccanica e quasi tutti gli osservatori hanno letto il messaggio come un invito a responsabili dimissioni da parte degli indagati.

Sui blog si riassume la questione, che è partita con le tangenti ENAV, chiarendo che la Selex Sistemi Integrati, si aggiudicava le commesse dell’Enav e poi subappaltava, con gli imprenditori che pagavano i manager, i quali a loro volta e trattenendosi parte di quelle provvigioni, pagavano i politici che avevano il potere di decidere le nomine e chi far lavorare. Insomma, il solito vecchio trucco delle sovrafatturazioni, che toccavano picchi del 60% della commessa. Selex sovrafatturava, una parte del denaro pagata agli imprenditori ritornava indietro creando fondi neri che venivano usati per la corruzione dei politici, per sistemarne amici e parenti o finanziare aziende "amiche" o fondazioni di questo o quel politico. Esempio, Guido Pugliesi, amministratore delegato di Enav, che per confermare la poltrona, aveva sborsato quindici milioni per un ramo di azienda di Optimatica, vicina a Matteoli, pagandola molto più del valore di mercato. Oltre a questo, notano alcuni, la gestione Guarguaglini va messa sotto accusa anche per come ha ridotto Finmeccanica. Il suo valore di Borsa vale un terzo di quanto valeva nel 2007. Solo in questi giorni, ha perso un altro 28% a seguito della pubblicazione delle perdite accumulate nei nove mesi, per l’indebitamento di oltre 4 miliardi, oltrechè per le inchieste che ne compromettono la credibilità all’estero. Sulla questione, dice Di Pietro, Monti ha l’occasione di mostrare discontinuità nei confronti del passato. Inoltre, se Mario Monti vale anche solo la metà di ciò che credo, dovrebbe cogliere l’occasione per un cambio di passo, che indichi agli imprenditori italiani – spesso amministratori disattenti e straccioni o capitalisti senza capitale, che  cominciano a piagnucolare se i francesi si comprano tutto, poiché, otre ad avere i colossi industriali, hanno anche le banche (capitali), che fanno sistema per favorirle, oltrechè l’appoggio incondizionato dello Stato, che si prodiga e dispone di uffici e uomini competenti – che bisogna proprio cambiare registro. Risanamento, crescita e coesione sociale: saranno queste le “parole “chiave” del Governo , secondo quanto annunciato dal ministro del Welfare, Elsa Fornero intervistata stamani da Radio anch’io. Risanamento e crescita, ha detto la ministra, dovranno essere accompagnate da coesione sociale e equità. Aggiungiamo, anche pulizia e competenza nella scelta dei ruoli chiave della economia nazionale, se davvero si vuole non soltanto tirare a campare.

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