Finanziamento ai partiti è rapina di Stato – di Emanuele Esposito

Roberto Menia, Coordinatore nazionale di Futuro e Libertà, sulla sua pagina Facebook: "Questa mattina, riunione a Roma di tutti i coordinatori regionali e provinciali di FLI alla presenza di Gianfranco Fini. Ringrazio in anticipo tutti i dirigenti di Futuro e Liberta’, siamo l’unico partito a non percepire rimborsi elettorali, contando solamente sulla passione e sull’autofinanziamento. Un’altra Italia e’ possibile, al lavoro!". Menia però dimentica di dire che Fli è un movimento politico nato dopo la rottura di Fini con Berlusconi, quindi poiché è nato durante la legislatura non ha diritto ad alcun rimborso elettorale. Fli dovrà attendere le prossime elezioni per ottenere, eventualmente, un rimborso elettorale. Vedremo, caro Menia, se alle prossime elezioni rinuncerete a quei quattrini.

Crediamo in ogni caso che il rimborso ai partiti sia una vera e propria rapina, un finanziamento mascherato. Ricordiamo che nel 1993 con un referendum, il 90% degli italiani disse no al finanziamento pubblico, ma si sa come va in Italia: fatta la legge, trovato l’inganno. Grazie ad un escamotage, dal finanziamento pubblico si passò al rimborso elettorale… E a prenderla in quel posto, come al solito, sono sempre i cittadini.

Caro Menia, la sua ultima frase mi piace: "un’altra Italia è possibile, al lavoro!". Beh, io ci vado ogni mattina a lavorare: lei sa cosa vuol dire la parola lavoro? Lavoro: "l’applicazione delle facoltà fisiche e intellettuali dell’uomo rivolta direttamente e coscientemente alla produzione di un bene, di una ricchezza, o comunque a ottenere un prodotto di utilità individuale o generale". Lei, onorevole, cosa produce?

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