Crisi, Monti incassa appoggio Polonia a sua azione in Ue

Dr. Jack Kevorkian's pill bottles are on display during a media preview October 27, 2011 for the sale of Kervokian's estate to be held October 28 at the New York Institute of Technology. A portion will go to the charity Kicking Cancer for Kids. AFP PHOTO/TIMOTHY A.CLARY (Photo credit should read TIMOTHY A. CLARY/AFP/Getty Images)

L’agenda e’ l’agenda. E gli impegni, soprattutto quelli internazionali, a volte non consentono di derogare. Neanche in una giornata come oggi, che ha visto il paese tornare a tremare: mentre dall’Emilia arrivano le notizie di un bilancio delle vittime che sale e i sismografi registrano nuove scosse, Mario Monti e’ a Villa Madama. Impegnato – non senza aver prima parlato al paese e rassicurato sull’impegno del governo al sostegno alle popolazioni colpite – in un vertice, quello intergovernativo con il premier polacco Donald Tusk, che vede schierati 11 ministri dei due paesi, in programma da tempo. Per ribadire le ottime relazioni tra Roma e Varsavia. Ma anche e soprattutto con un occhio al prossimo Consiglio Ue di giugno, cruciale per la gestione della crisi in chiave ‘crescita’, su cui il Professore da tempo lavora e tesse le fila, anche in veste di mediatore tra le varie posizioni europee. Un compito che con la Polonia – paese Ue ma non nell’euro, firmatario non solo del ‘Fiscal Compact’ ma anche della lettera all’Ue per stimolare la ripresa di qualche mese fa – sembra tutt’altro che difficile.

Il premier di Varsavia – non senza aver prima espresso la solidarita’ del suo paese all’Italia colpita dal sisma – parla infatti di ‘grande reputazione e stima’ di cui gode l’Italia in Europa, grazie ad un lavoro, quello di Monti, che dice essere considerato ‘da tutti eccezionale’. E ribadendo l’appoggio della Polonia a ‘tutte le azioni per sostenere l’uscita dalla crisi’, sposa la linea italiana senza riserve, aprendo anche al sostegno, in sede comunitaria, sullo spinoso capitolo degli eurobond. Su cui non vuole entrare direttamente nel merito – ‘mi astengo’ perche’ rappresento un paese che non e’ nell’eurozona – ma assicura che ‘la Polonia non ostacolera’ mai’ questi strumenti. Anche comprendendo la posizione della Merkel: ‘capiamo che paesi come la Germania devono essere mentalmente preparati a questo progetto’.

‘Monti puo’ contare sul nostro sostegno a Bruxelles’, rimarca cosi’ piu’ volte Tusk sposando in pieno la linea e la strategia italiana. Quella strategia fatta di rigore ma anche di crescita che Monti torna a riassumere riferendo dell’incontro con il premier di Varsavia: ‘di fronte alle attuali difficolta’ abbiamo ribadito la necessita’ di affiancare alle politiche di consolidamento fiscale, alle quali teniamo entrambi, una piu’ efficace azione per rafforzare la crescita’. Tema, ricorda il Professore, che terra’ banco al Vertice Ue di Giugno per il quale annuncia una ‘stretta cooperazione’ anche con la Polonia ricordando anche la totale convergenza su punti quali ‘il rafforzamento del mercato unico, le politiche per le infrastrutture, soprattutto le grandi reti transeuropee’. Temi sui quali ‘lavoriamo’ anche per quanto riguarda strumenti finanziari ‘atti a realizzare questi progetti’, aggiunge con un pensiero ai project bond.

Ma il vertice di oggi a Villa Madama e’ stata anche l’occasione per fare il punto sulle relazioni bilaterali – che vedono gia’ oggi l’Italia terzo partner commerciale con un interscambio di 15 miliardi nel 2011 e 800 imprese italiane nel paese – e le prospettive dei rapporti di cooperazione. A cominciare da quella nella difesa, per lo sviluppo economico, nelle politiche agricole, agroalimentare e culturali.

Un incontro, quello di oggi tra Monti e Tusk – occasione per un confronto anche sui dossier internazionali – che ha visto protagonista anche il calcio. E non solo in vista di Euro 2012, i campionati di calcio in programma in Polonia o della partita di ieri sera che ha visto Tusk scendere in campo in un’amichevole tra le nazionali dei parlamentari dei due paesi (finita con una netta vittoria dei polacchi). Ma anche e soprattutto per la dura presa di posizione del Professore che, rispondendo ad una domanda sullo scandalo che sta travolgendo il mondo del pallone, ha parlato di fenomeni ‘riprovevoli’ e ‘indegni’, interrogandosi sull’opportunita’ di chiedersi se fermare i campionati per 2-3 anni.

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