Contratto M5S-Lega, ci sono anche gli italiani nel mondo: Comites, CGIE, voto estero e non solo

E’ la prima volta che un programma di governo affronta questioni che interessano così da vicino il mondo dell’emigrazione, “il patrimonio di esperienze degli italiani all’estero va valorizzato”

Non sappiamo quanti di voi, cari lettori, abbiano letto per intero la versione definitiva del contratto di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega. Noi l’abbiamo fatto e siamo rimasti piacevolmente colpiti, lo ammettiamo, nel leggere che il documento tratta anche alcuni dei temi più cari agli italiani residenti all’estero.

Nel contratto, infatti, si parla della necessità, per esempio, di riformare gli organismi di rappresentanza degli italiani nel mondo, ovvero Comites e CGIE, ma anche di migliorare e mettere in sicurezza il meccanismo con cui votano i nostri connazionali oltre confine.

Di questi e altri temi si parla nel capitolo 10 del contratto, dedicato agli Esteri.

“Per quanto riguarda gli italiani residenti all’estero – si legge -, è necessario valorizzare il loro patrimonio di esperienze e conoscenze per il sostegno del Made in Italy e la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Occorre inoltre riformare le procedure di voto per la circoscrizione estero e degli organi di rappresentanza del consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE e COMITES) per renderli più efficaci, trasparenti e meno soggetti a potenziali distorsioni del voto”.

“Per COMITES e CGIE – continua il documento gialloverde – è necessaria inoltre una specifica riforma delle funzioni per armonizzarle con la presenza della rappresentanza parlamentare”.

C’è spazio anche per la rete consolare: “Bisogna infine riorganizzare la rete diplomatica e consolare per garantire adeguati servizi al crescente numero di cittadini italiani che trasferiscono in modo permanente la propria residenza all’estero”.

Sono tutte questioni di cui la politica discute da anni e che non sono mai state affrontate come si deve.

E’ la prima volta, a nostra memoria, che in quello che ormai è diventato un vero e proprio programma di governo si mettono nero su bianco tali punti. Certo, al momento restano solo parole scritte su un foglio, ma ci auguriamo che ci sia la reale intenzione, qualora dovesse nascere l’esecutivo, di dare a questi argomenti l’attenzione che meritano e di farlo presto.

La parte del contratto gialloverde che parla di italiani nel mondo

Tra i temi che più interessano gli italiani nel mondo c’è quello che riguarda l’Imu, maledetta Imu. Ma questo nodo non viene affrontato nel contratto. Peccato. Comprensibile, del resto: è qualcosa che costerebbe quattrini risolvere, mentre riformare Comites e CGIE è alla fine questione di buona volontà.

Resta il fatto che in Italia l’Imu non la paga più nessuno, a cacciar fuori i soldi ogni anno per la nostra prima e unica abitazione in Patria siamo rimasti solo noi residenti all’estero, poveri fessi, costretti per giunta a pagarla come se fosse la nostra seconda casa. Questa resta la vera vergogna.

Twitter @rickyfilosa