Caso Lusi, quando la politica puzza – di Ricky Filosa

Sapere quello che Lusi spendeva per sè, per la sua famiglia e i propri amici, tutto alle spalle e con i soldi del partito, la Margherita, fa venire la pelle d’oca. A leggere di tutti quei viaggi, di quelle vacanze di lusso in giro per il mondo, viene da chiedersi quando quel farabutto – perchè non ci possono essere parole più moderate – trovasse il tempo di lavorare.

Viaggi in hotel 5 stelle, in resort superconfortevoli, voli in business class, spesso con moglie al seguito. Questo era Lusi, che, per non farsi mancare nulla, chiedeva pure rimborsi superiori alle spese: e nessuno nel partito se ne accorgeva. Beata solitudine! Davvero Rutelli non sapeva? E gli altri? Possibile che un tesoriere abbia carta bianca sulla destinazione delle risorse economiche del partito e non ne debba dar conto mai? 13milioni di euro non sono noccioline, e non possono sparire nel nulla. Questi della Margherita ci fanno, o ci sono? Oggi notizie di stampa parlano di un "accordo verbale" fra Lusi e i dirigenti del partito…

La vicenda ci invita ad alcune riflessioni. Prima di tutto, ancora una volta è dimostrato che la cosiddetta superiorità morale della sinistra non esiste, è un bluff per poveri ingenui. I ladri proliferano in tutti i partiti e anche a sinistra c’è chi approfitta del potere e della propria posizione per gabbare il prossimo. Quei soldi che Lusi spendeva – con fattura intestata alla Margherita e non al senatore – erano i soldi del rimborso pubblico ai partiti, che per ogni voto acchiappano dallo Stato 4 volte tanto di quanto hanno speso. Ad onta e sfregio della volontà popolare espressasi chiaramente in un referendum contro il finanziamento pubblico. E’ questa la democrazia?

L’altra riflessione è forse più qualunquista, ma va fatta: la politica, tutta la politica, più ci avviciniamo alle segrete stanze, più ci fa schifo. Sì, va bene, non si deve fare di tutta un’erba un fascio, non tutti sono ladri e bla bla bla. Ma una cosa è certa: il denaro ne ha stravolto i valori, li ha cancellati, li ha sostituiti con l’idea ben più radicata che un posto in Parlamento o a capo di un partito consenta facile accesso ai privilegi più vari e insospettabili. Il palo della cuccagna è lì, nei palazzi del potere, a disposizione di gente priva di scrupoli che riesce ad abbindolare gli onesti per il tempo di una campagna elettorale e se li scrolla di dosso con fastidio un’ora dopo la vittoria accertata.

Davanti a casi di corruzione, lo sdegno è la reazione più comune. Ma qui non c’è corruzione: c’è un tale che non si sa per quali meriti diventa amministratore di un tesoro e approfitta del suo ruolo per fare la bella vita con soldi rubati, e senza neppure un briciolo di pudore fa tutto alla luce del sole, sicuro della sua impunità. Insomma, una vicenda che ha contorni oscuri e lascia molte domande inevase.

Finirà nel dimenticatoio anche questa, notizie del genere non sono nuove e non sono rare. L’escalation riguarda piuttosto l’entità delle cifre che ballano, sempre più rilevanti. Ma gli italiani, si sa, dimenticano presto, troppo presto. Forse perchè solo dimenticando possiamo ricominciare a sperare in un rinnovamento salutare che riporti un po’ di aria pulita dove ci sembra di sentire solo olezzo nauseabondo. Saranno capaci altri personaggi di regalarci nuove illusioni? Speriamo di sì, almeno per un po’ di tempo: poi ricomincerà a girare la ruota dei corsi e ricorsi storici.

ricky@italiachiamaitalia.com Twitter @rickyfilosa

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