Calcio, Mancini è teso: in Champions ultima chiamata

Un tecnico arrabbiato, indispettito dalle maliziose domande della stampa inglese, ma anche spazientito con i suoi stessi giocatori, dai quali ora si aspetta ‘tre grandi prestazioni in Champions League’. Ma neppure tre vittorie potranno assicurare al Manchester City di Roberto Mancini la certezza matematica della qualificazione.

Cosi’ alla vigilia della gara contro l’Ajax, ultimissima chiamata per i sogni europei, il tecnico italiano dimostra di avere i nervi a fior di pelle.
Dopo il pari sul campo del West Ham, che ha fatto scivolare i Citizens al terzo posto della Premier League, Mancini sa di non poter piu’ sbagliare.

Condannato sempre a vincere, il suo City sta incontrando piu’ di una difficolta’ in quest’avvio di stagione, in campionato come in Champions. Mancini non smette di ricordare i tre titoli vinti in due anni, un palmares che pero’ non sembra bastare per placare le continue voci sul suo futuro.

Una tensione costante che all’ennesima domanda sull’interessamento del Monaco la scorsa estate ha fatto sbottare Mancini: ‘Non capisco perche’ mi si continuino a porre domande sull’anno scorso. E’ tutto finito. Ho deciso di restare qui perche’ e’ qui che voglio lavorare. Con il presidente e la proprieta’ abbiamo costruito una squadra capace di vincere dopo 50 anni. Non era mai successo’.

Il titolo nazionale conquistato all’ultima giornata, superando il Queens Park Rangers nei minuti di recupero, ha interrotto un digiuno di 44 anni, bissando la Fa Cup vinta 12 mesi prima: un doppio successo che gli e’ valso un nuovo contratto di cinque anni. ‘Bisogna rispettare il lavoro delle persone. Non capisco perche’ si continuino a fare sempre le stesse domande. Alla fine di ogni stagione ho due o tre offerte, ma voglio restare. Perche’ ho lavorato duro fin qui e ora voglio raccogliere i frutti, abbiamo costruito una squadra vera’, la spiegazione di Mancini.

Una squadra che pero’ fin qui non e’ stata all’altezza delle attese, almeno in Europa. Lo scorso anno era uscita nella fase a gironi, destino che pare condannata a seguire anche quest’anno dopo aver ottenuto un solo punto nei primi tre turni. ‘Ma in Champions League Real Madrid, Barcellona, Bayern, Milan, Borussia Dortmund, Chelsea e Manchester United hanno piu’ esperienza di noi – si difende Mancini -. Giochiamo in Champions per il secondo anno e probabilmente dobbiamo lavorare di piu’.

Ma abbiamo bisogno anche di un po’ di fortuna perche’ quando capiti con Borussia Dortmund, Real Madrid e Ajax ci sta anche di uscire’. Un’analisi che pero’ Mancini non vuole sia un alibi per i suoi, chiamati a credere alle ultime poche possibilita’ di qualificazione. ‘La squadra mi deve tre grandi prestazioni perche’ fin qui non ha reso secondo le sue possibilita’. Anche se non credo che in Champions siamo ancora pronti per vincere. Sarebbe disonesto affermarlo’, ha concluso Mancini.

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