Calcio, follia ultrà: misure cautelari per 10 tifosi Genoa

Un’ordinanza durissima quella firmata dal gip di Genova Nadia Magrini che risponde alla richiesta di esigenze cautelari per una decina di ultra’ del Genoa che il 22 aprile 2012 durante la partita al Ferraris Genoa-Siena aggredirono alcuni steward e ‘migrarono’ nel settore distinti, imponendo nei fatti lo stop alla partita e ai giocatori rossoblu’ di togliersi le maglie. L’ordinanza reca concetti come intimidazione, omerta’, paura e violenza che la trasformano in un ‘unicum’ nella giustizia sportiva, anche di tipo penale.

Fu una partita difficile, quel Genoa-Siena con i rossoblu’ sotto di 4 gol e con la serie B che incombeva: scoppio’ sugli spalti una protesta incontenibile. Un gruppo di ultra’, tutti appartenenti all’ ‘Armenia 5r’, ‘sfondarono la resistenza di un manipolo di steward’ picchiandone alcuni e riuscendo a oltrepassare il cancello che divide i due settori. Poi raggiunsero la copertura del tunnel che porta negli spogliatoi e imposero ai giocatori di togliersi la maglia. Solo l’intervento di Giuseppe Sculli che chiese e ottenne una tregua dal capo degli ultra’ dell’Armenia Leopizzi (che non si trovava allo stadio) riporto’ la calma. La ricostruzione effettuata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Genova Nadia Magrini e’ basata sulla ricostruzione effettuata dal pm Biagio Mazzeo grazie ai filmati, alle testimonianze e a un complesso lavoro d’indagine della digos della questura genovese. Un lavoro difficile: perche’ nel corso di quest’inchiesta ‘emerge – scrive il pm – un quadro di omerta’ che spinge le persone offese a non denunciare i fatti’.

Quel giorno, secondo il gip, sulla copertura in plexiglass del tunnel che porta negli spogliatoi c’erano tra gli altri Piermarco Pelizzari, detto ‘Il Cobra’ e Fabrizio Fileni, detto ‘Tombolone’ che con Ivanhoe Benigni e Mario Demontis sono indicati come i protagonisti di quanto successe quel giorno. Dietro a loro e con loro, almeno cento ultra’, 80 dei quali sono soltanto denunciati. Dira’ il processo se i disordini del 22 aprile sono stati tali da portare ad una condanna penale, oltre che sportiva, di questi ‘cosiddetti tifosi, un bubbone infetto’, come scrive il pm, ma intanto le parole scritte nell’ordinanza, e mai usate in provvedimenti di tipo sportivo, mettono una specie di punto di non ritorno: clima intimidatorio, possibili gravi ritorsioni, omerta’ e sudditanza psicologica, paura.

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