Carte credito clonate, inchiodati dalle intercettazioni

Così per la prima volta le forze dell'ordine comprendono che oltre alle persone individuate erano coinvolti nel giro di truffe e ricettazione dipendenti delle Poste italiane

“I soldi mica devi averli tu? Li deve avere il postino”. E’ questo uno stralcio della conversazione captata dai carabinieri di Napoli tra Enrico Abbruzzese, uno degli arrestati nella retata di questa mattina contro una banda di clonatori di carte di credito, e una donna. In questo stralcio di conversazione del gennaio del 2015 per la prima volta le forze dell’ordine comprendono che oltre alle persone individuate erano coinvolti nel giro di truffe e ricettazione dipendenti delle Poste italiane.

In particolare, uno dell’ufficio del quartiere San Giovanni-Barra e uno dei Colli Aminei a Napoli, dai quali per la maggior parte arrivavano le denunce di appropriazione indebita delle carte di credito. La settimana dopo quell’intercettazione, il ruolo di uno dei due dipendenti infedeli viene precisamente descritto in un’altra conversazione captata: “Lui prende le carte, le da’ a Vincenzo, le clona e le porta indietro. La mattina, quando va a lavorare, lo fa. Pensa che questo prima stava proprio nell’ufficio di smistamento e portava un sacco di carte, per anni e anni. Non e’ che era la prima volta, poi durante il mese di agosto lo spostarono. Lo mandarono alla Posta al Vomero, infatti le carte se le vedi via Camaldoli, via Bernardo Cavallino, via Camaldolilli. Tutti al Vomero, perche’ lo mandarono li’. Portava dieci volte le carte che porta adesso”, diceva Abbruzzese.

Nel corso delle indagini si definisce anche il ruolo di due dipendenti della Circoscrizione Stella-San Carlo all’Arena, addetti all’anagrafe. Al loro coinvolgimento, anche in questo caso, si arriva grazie alle intercettazioni telefoniche sull’utenza dell’indagato numero uno, ovvero Enrico Abbruzzese, dalle quali emergeva che lo stesso prima della partenza per la spendita delle carte, era solito passare sempre in circoscrizione, che lui indica in ‘San Giovanniello’ .

Il 4 febbraio 2015, avendo captato una telefonata nella quale lui e uno dei due dipendenti comunali si davano appuntamento proprio presso l’ufficio anagrafe di ‘San Giovanniello’, parti’ un pedinamento che porto’ direttamente all’ufficio numero 5, quello degli atti notori. In quell’occasione, un carabiniere riusci’ a vedere che Abbruzzese si intratteneva nella stanza del dipendente comunale e gli chiedeva le generalita’ complete di diverse persone alle quali poi sarebbero state clonate le carte di credito.