‘ndrangheta, preso Lanzino: ultimo boss di Cosenza latitante

Il latitante Ettore Lanzino, di 57 anni, ritenuto il capo dell’omonima cosca di ‘ndrangheta, l’ultimo dei capi del cosentino ancora libero, e’ stato arrestato stasera dopo quattro anni di ricerche. A bloccarlo, in un appartamento in un quartiere residenziale di Rende, alle porte di Cosenza, sono stati i carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Cosenza e del Ros, con la collaborazione dei ‘Cacciatori’. Lanzino, il cui nome era inserito nell’elenco dei 100 ricercati piu’ pericolosi d’Italia, non ha opposto resistenza e si e’ fatto portare via dai militari. Nella stessa zona, nell’aprile scorso, era stata arrestata un’altra ‘primula rossa’ della ‘ndrangheta, Franco Presta, ritenuto uno stretto alleato dello stesso Lanzino.

Nei suoi confronti erano pendenti quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa ed omicidio. E nell’aprile scorso, inoltre, e’ stato condannato all’ergastolo in primo grado dalla Corte d’assise di Cosenza come mandante di due omicidi compiuti nel 1999 e inseriti nell’ambito dello scontro tra cosche di Cosenza e della zona tirrenica per il controllo degli appalti.

Il latitante, nel momento dell’arresto, non era solo. Con lui c’era quello che gli investigatori indicano come il suo luogotenente, Umberto Di Puppo, che e’ stato arrestato per favoreggiamento. Quest’ultimo e’ il fratello di Michele Di Puppo, indicato come un elemento di spicco della criminalita’ organizzata e coinvolto nell’inchiesta che ieri ha portato agli arresti domiciliari il consigliere provinciale di Cosenza del Pd Umberto Bernaudo e l’ex assessore ed ex consigliere provinciale Pietro Paolo Ruffolo, rispettivamente ex sindaco ed assessore del Comune di Rende. Inchiesta incentrata sulla trasformazione della cooperativa Rende 2000 nella societa’ Rende Servizi srl, che gestisce i servizi del Comune di Rende. Un’operazione finalizzata, secondo l’accusa, all’assunzione di familiari ed esponenti della cosca Lanzino-Presta-Di Puppo, i quali avrebbero garantito a Bernaudo e Ruffolo l’appoggio elettorale in occasione delle elezioni provinciali del 2009. Lo stesso Lanzino, sino al momento in cui si e’ dato alla latitanza, figurava tra i dipendenti della cooperativa.

I particolari della cattura di Lanzino saranno resi noti domani, ma intanto, il procuratore della Repubblica e capo della Dda di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, ha sottolineato come con la cattura del latitante ‘lo Stato si riappropria del territorio di Cosenza e di Rende’.

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