Telecom ha trovato una ‘sponda’ in Neelie Kroes, commissario Ue responsabile per l’agenda digitale, e ora attende, con ottimismo, che anche dall’authority italiana arrivi luce verde al progetto di scorporo della Rete. "Entro pochi giorni, sulla base di quello che abbiamo sentito in Europa e sulla base della decisione Agcom avremo tutti gli elementi per decidere se andare avanti", ha detto il presidente del gruppo italiano Franco Bernabe’ al termine dell’incontro che i ‘big’ delle tlc hanno avuto a Bruxelles. Nessuno stop dunque ma, forte del sostegno di Bruxelles, Telecom aspetta la conclusione della pre-istruttoria dell’Agcom e il primo giudizio dovrebbe arrivare giovedi’ quando e’ in agenda la riunione del consiglio della Autorita’ guidata da Marcello Cardani. La raccomandazione della Kroes sulle reti di nuova generazione era gia’ stata il punto di partenza per cominciare a ragionare sullo scorporo, ricorda Bernabe’ e ora la bozza del regolamento (attualmente al vaglio dell’esecutivo europeo) e’ valutata come altrettanto positiva ai fini del progetto di spin off. ”Il nuovo regolamento – sottolinea Bernabe’ – chiarifica alcuni punti, li rende piu’ efficaci perche’ e’ di un livello, in termini di certezza diritto, superiore alla raccomandazione.
Il regolamento, che e’ stato un elemento della discussione di oggi, contiene elementi che niente hanno a che fare con lo scorporo ma riguardano l’industria in generale – ha pero’ precisato il presidente di Telecom – sono elementi che riguardano roaming chiamate internazionali, che non hanno impatto su di noi”. La bozza di regolamento messa a punto dalla squadra del commissario Ue, ora al vaglio dell’esecutivo europeo, prevede un pacchetto di interventi che va dall’azzeramento del roaming per le chiamate ricevute gia’ dal 2014 al rilascio di un ‘passaporto Ue’ agli operatori, all’armonizzazione dei sistemi nazionali per l’utilizzo e la concessione delle frequenze utilizzate per i servizi a banda larga ultraveloci. Nel testo si riconosce anche la necessita’ di assicurare adeguati ritorni agli investimenti degli operatori. Un ‘do ut des’ che i ‘big’ delle tlc avrebbero chiesto anche oggi.
Telecom Italia da parte sua a concorda con il principio ‘roam like at home’ sostenuto dalla Commissione Ue "e’ positivo dal punto di vista dei clienti e lo guardiamo con molta attenzione" ha detto Bernabe’ che sottolinea pero’ che "come operatori abbiamo sollevato il problema non tanto di avere stesse tariffe per roaming europeo e mercati domestici, ma quello di potenziali abusi" da parte di "operatori non infrastrutturati che non appartengono a un sistema di operatori di tlc e che utilizzando pacchetti particolarmente a basso costo possono fare arbitraggi che determinano abusi". Non soddisfa nemmeno l’idea di azzerare il roaming fin dall’anno prossimo: perche’, spiega Bernabe’, gia’ c’e’ il regolamento ‘roaming tre’ e ne arriverebbe uno "peggiorativo". Ma da parte del commissario, ha concluso, c’e’ disponibilita’ a modificare il regolamento "purche’ gli obiettivi essenziali dell’operazione vengano mantenuti".
































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