Una giornata a tutto campo per Antonio Tajani, tra politica estera, scenari europei e dinamiche interne alla maggioranza.
Dalla firma del protocollo tra Farnesina e Poste Italiane per rafforzare l’export, alle prospettive di accordo con Carlo Calenda nelle grandi città, fino al Dl Ucraina e al ruolo dell’Italia in Europa, il vicepremier e leader di Forza Italia traccia la linea.
Farnesina-Poste: sinergie per l’export italiano
Alla Farnesina Tajani ha firmato un protocollo d’intesa con Poste Italiane per sviluppare sinergie nel settore della logistica a sostegno dell’export.
“Poste italiane fa parte del nostro Piano d’azione per l’export e l’accordo consentira’ una partecipazione piu’ strutturata alle iniziative di partenariato economico internazionale e ai business forum. Poste ci aiutera’ cosi’ a collegare la produzione italiana ai mercati esteri”, ha scritto Tajani su X.
L’obiettivo è rafforzare la presenza delle imprese italiane sui mercati internazionali, migliorando la rete logistica e la partecipazione a forum e partenariati economici.
“Vogliamo anche studiare nuovi strumenti per fornire servizi piu’ rapidi ed efficienti ai nostri connazionali all’estero. Il nostro obiettivo comune e’ quello di essere sempre piu’ vicini a cittadini e imprese, orientando l’Italia alla crescita e alla semplificazione”, ha aggiunto.
Dl Ucraina: maggioranza solida, “uscite ininfluenti”
Sul fronte parlamentare, Tajani ha minimizzato l’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega e la posizione dei tre parlamentari a lui vicini in merito al Dl Ucraina.
L’eventuale “fuoriuscita di tre parlamentari non significa assolutamente nulla. Sono ininfluenti alla Camera dal punto di vista della maggioranza che avrà il suo voto di fiducia”.
Un passaggio che punta a rassicurare sulla tenuta dell’esecutivo. “Si deve dare un segnale di unione, di coesione, anche perché noi siamo abituati a rispettare gli impegni che prendiamo a livello internazionale con i nostri alleati”.
Il ministro ha ribadito la linea del governo: “Noi non siamo in guerra con la Russia, ma sosteniamo la libertà dell’Ucraina, sosteniamo il rispetto del diritto internazionale e quindi continueremo ad aiutare dal punto di vista economico, dal punto di vista di aiuti civili e anche dal punto di vista di aiuti militari – ha aggiunto – è un paese che ha il diritto di garantire la propria libertà e la propria sopravvivenza”.
Europa e competitività: “Italia locomotiva della Ue”
Guardando al vertice informale sulla competitività promosso da Italia e Germania, Tajani parla di una nuova fase per l’Unione europea.
“Inizia una stagione nuova: l’Italia ne è protagonista, vuole essere una delle locomotive della Ue. Il rapporto con la Germania ci fa tornare ad essere quello che eravamo all’inizio della nascita dell’Unione, con Adenauer e De Gasperi. Il fatto che Italia e Germania, i due paesi più industrializzati e con governi più stabili, si impegnino per la crescita economica dell’Europea con un documento congiunto sul tema della competitività, segna una svolta dopo anni di stalli legati al green deal che ha prodotto danni”.
Secondo Tajani occorre un cambio di metodo: “Io credo che si possano fare delle riforme anche senza passare per la modifica dei Trattati, pur essendo personalmente favorevole. Bisogna agire facendo quel che si può fare oggi. Serve cambiare il metodo e prendere decisioni a livello politico”.
E ancora: “Trump ha dato la sveglia all’Ue, ma ricordiamoci sempre che lui è il presidente degli Stati Uniti”.
“Serve meno regole e più libertà. Anche dal punto di vista dell’auto serve più coraggio e scelte che mettano l’Ue nella condizione di competere”.
Centrodestra e alleanze: apertura a Calenda, no a Vannacci
Sul piano politico interno, Tajani apre alla possibilità di accordi con Carlo Calenda nelle grandi città.
“Io credo che” il leader di Azione Carlo “Calenda sia sincero e voglia correre da solo alle elezioni politiche” ma “per le elezioni nelle grandi città si possono trovare accordi”.
“Abbiamo una visione molto simile per quanto riguarda l’economia e sulla guida delle città e questo – ha aggiunto Tajani – può essere un elemento caratterizzante della coalizione, cioè abbiamo già fatto un accordo per la prima volta per le regionali e abbiamo vinto con un presidente di Forza Italia e quindi credo che questo dialogo debba andare avanti”.
Il leader azzurro si è detto anche “pronto ad allargare” al “partito radicale, anche se non ha rappresentanza parlamentare, però è il partito di Marco Pannella che era grande amico di Berlusconi”.
Chiusura netta, invece, verso la formazione guidata da Roberto Vannacci: “Noi siamo molto differenti per quanto riguarda i valori e i contenuti di questa nuova formazione” che “ha ben poco a che fare con i contenuti un po’ estremisti di questa formazione. Non condividiamo granché, quindi mi pare difficile poter collaborare”.
Una linea che conferma Forza Italia come forza di centro nel perimetro della maggioranza, con l’obiettivo di rafforzare la crescita economica, la competitività europea e la stabilità politica.































