Riforme, Quagliariello (Ncd): no a strumentalizzazioni

"Le riforme non sono né di Renzi né di Berlusconi e neppure del Nuovo Centrodestra. Servono all’Italia, non sono un terreno su cui si possono fare esercizi di stile o strumentalizzazioni di parte. Noi, almeno ci siamo sempre mossi così". Lo afferma Gaetano Quagliariello, coordinatore di Ncd ed ex ministro delle Riforme, in una intervista a L’Unità, nella quale sottolinea inoltre: "Noi non tifiamo per la rottura del patto. E comunque siamo in ogni caso perché si vada avanti. La serietà non può venire meno: la Costituzione non è un mito intangibile ma è la carta fondamentale. Va trattata con rispetto". E alla domanda se crede che Berlusconi romperà risponde: "Se si fosse pensato al Paese, si sarebbe andati avanti con il comitato dei 40, cui mancava solo un voto per poter partire. In quel caso avremmo riformato anche la forma di governo. Invece vedo un elevato tasso di strumentalità, un atteggiamento che cambia a seconda delle contingenze". E su una Camera eletta con l’Italicum e un Senato ridimensionato commenta: "C’è in effetti un problema di contrappesi. Per evitare questo bisogna alzare la soglia per il ballottaggio sopra il 37%. Non ho paura delle derive plebiscitarie, ma credo nell’equilibrio costituzionale. I contrappesi sono un Senato efficiente e un ruolo effettivo per i corpi intermedi. I poteri del nuovo Senato nella bozza del governo vanno bene, ma vanno resi effettivi".

A proposito della lista comune per le Europee fra Ncd e Udc: "Qualcuno ha preso atto che il centro come spazio politico non esiste più. Siamo davanti a una leadership di sinistra che è stata sdoganata, e dunque può prendere voti anche a destra. E allo scongelamento dell’iceberg di Forza Italia che teneva insieme pulsioni diverse nel perimetro del centrodestra. Il nostro compito è ricostruire uno spazio antagonista alla sinistra e che non abbia derive populiste, protestatarie o reazionarie. L’obiettivo è recuperare una parte di quel voto che si sta scongelando".

Alla domanda se si rischia un esito simile a quello di Monti replica: "Nessuna tentazione terzopolista. Vogliamo riaggregare l’area liberale, cattolico-popolare e laico-riformista. Oggi è difficile una sintesi con altre forze di centrodestra, da Fi alla Lega, a partire da un tema chiave come l’euro". Alcuni studiosi sostengono che l’elettorato ex Forza Italia sia più populista che moderato… "Berlusconi teneva insieme anime differenti: un voto personale, uno estremo ma anche un voto moderato e riformatore. Quello personale resterà, gli altri due sono in libera uscita: noi e Renzi ci contendiamo il voto moderato e riformatore. E per ottenere questo risultato vogliamo ribadire che i nostri principi sono alternativi a quelli del Pse".