Anche se manca ancora la conferma ufficiale da parte dei rispettivi governi, martedì 16 e mercoledì 17 febbraio sarà a Buenos Aires Matteo Renzi, presidente del Consiglio dei Ministri italiano. La visita di Renzi sottolinea l’importanza che il governo italiano assegna alla nuova amministrazione di Buenos Aires. Infatti, già all’indomani della vittoria di Mauricio Macri nel secondo turno delle elezioni presidenziali, Renzi telefonò all’allora presidente eletto dell’Argentina per congratularsi con lui, per fargli i migliori auguri di successo e per manifestare la volontà di incontrarlo al più presto. Un desiderio espresso anche da Macri, che conosce Renzi da circa dieci anni, quando entrambi erano giovani sindaci di Buenos Aires e di Firenze. Un fatto che lo stesso Macri ha ricordato durante il suo incontro con i corrispondenti di giornali esteri (tra i quali “La Stampa”) prima della sua partenza in Svizzera per partecipare al Forum economico di Davos.
Inizialmente si era prospettata la possibilità di un incontro tra Macri e Renzi in quella sede dove il capo dello Stato dell’Argentina si è riunito con il vicepresidente degli Stati Uniti Joseph Biden, col presidente messicano Enrique Peña Nieto, il presidente della Confederazione Elvetica Johann Schneider-Ammann, con il premier britannico David Cameron, con l’omologo francese Manuel Valls, con la principessa d’Olanda Maxima (nata in Argentina, da madre di origine italiana) accompagnata dal primo ministro olandese Mark Rutte e con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Una agenda molto carica, per cui si è pensato ad un viaggio di Renzi, che in definitiva sarà a Buenos Aires il 16 e 17 febbraio, per trattare col nuovo presidente argentino numerosi temi di interesse bilaterale, come la possibilità di investimenti da parte di imprese italiane nel campo dell’energia e dell’agroindustria. Investimenti per i quali si aprono nuove prospettive dopo la decisa volontà del governo argentino di risolvere definitivamente la questione degli holdouts (dimostrata con l’annuncio di ieri sull’accordo con i risparmiatori italiani), di assicurarela trasparenza nei conti pubblici e di ristabilire i rapporti con gli organi multilaterali di credito. E nel percorrere questa via la posizione dell’Italia nel Fondo Monetario Banca Mondiale e così via, sarà molto importante per le autorità di Buenos Aires.
In quest’ottica si apriranno anche nuovi spazi per le imprese italiane. Inoltre c’è un ampio campo di cooperazione che non ha conosciuto soste nemmeno negli anni della freddezza del governo precedente con l’Italia, come nel settore della costruzione di satelliti, nella ricerca aerospaziale, nell’investigazione nel campo della fisica dei neutrini, nella produzione cinematografica e teatrale.
La visita si terrà in un contesto particolare sia per l’Argentina che per l’Italia, in un quadro internazionale alquanto complesso. L’Argentina inizia un nuovo periodo e il governo uscito dalle urne nel mese di ottobre è di segno contrario all’ondata populista che prevalse nel continente nell’ultimo decennio. Oltre alla crisi del Venezuela, alla fine dello scontro tra gli Usa e Cuba e all’abbandono da parte di altri governi della regione di velleità “chaviste”, si registra una profonda crisi sia economica che politica nel principale paese dell’America Latina, il Brasile. In questo quadro, la denuncia di Macri sulle pecche antidemocratiche di Maduro e la volontà del nuovo governo argentino di fare marcia indietro con la politica isolazionista di Cristina Kirchner, danno l’opportunità – viene letto a Buenos Aires – di un rilancio dell’Argentina che, d’altra parte, avrà grande bisogno di investimenti per far ripartire la sua economia, ferma da oltre un anno a causa delle disastrose politiche economiche del precedente governo, tutte rivolte ad evitare di rendere trasparente una situazione di deficit (che supera il 6% del Pil), la scalata dell’inflazione e del rapporto peso/dollaro. (…)
Renzi arriverà a Buenos Aires prima delle visite dei presidenti di Francia e degli Stati Uniti, annunciate per il mese di marzo e sarà la prima di un capo del governo italiano in quasi vent’anni. Infatti, l’ultimo presidente del Consiglio dei ministri dell’Italia che ha visitato Buenos Aires è stato Romano Prodi nel 1996, quando alla Casa Rosada siedeva Carlos Menem. Prima di lui erano arrivati Bettino Craxi, nel 1983 per l’insediamento di Raúl Alfonsin, nel ritorno della democrazia in Argentina, dopo gli anni bui del “proceso” e agli inizi degli anni ’90, sempre con Menem presidente, arrivò a Buenos Aires Giulio Andreotti, che aveva già visitato il paese in altre occasioni in precedenza, ma come ministro degli Esteri, della Difesa e delle Finanze.
In Ambasciata si lavora a pieno ritmo nell’organizzazione della visita e dell’agenda che svolgerà il Presidente del Consiglio. Un viaggio che, a meno di imprevisti che costringano ad un rinvio, dovrà segnare una nuova e positiva tappa negli storici e intensi rapporti tra l’Argentina e l’Italia, nei quali è decisiva la nostra presenza.
































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