Il referendum sulla giustizia è un passaggio decisivo per modernizzare il Paese e allinearlo agli standard europei. Ne è convinto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha invitato a votare Sì intervenendo alla trasmissione Agorà su Rai3.
“Stiamo cambiando un sistema vecchio per renderlo più vicino all’Europa”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di riformare un impianto giudiziario che, secondo la sua ricostruzione, affonda le radici nel periodo fascista.
Tajani ha ribadito un principio cardine dello Stato di diritto: l’imputato deve essere considerato innocente fino a prova contraria, con l’onere della prova a carico della pubblica accusa.
Separazione delle carriere e stop al potere delle correnti
Tra i punti centrali della riforma, il ministro ha evidenziato la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, ritenuta fondamentale per garantire un giudice realmente terzo e imparziale.
Per spiegare il concetto, Tajani ha utilizzato una metafora: “È come se in una partita di calcio l’arbitro fosse amico di una delle due squadre”.
Secondo il vicepremier, l’attuale sistema favorirebbe una eccessiva influenza delle correnti interne alla magistratura, con possibili riflessi anche sul piano politico, attraverso il funzionamento del Consiglio superiore della magistratura.
Tra le soluzioni proposte:
- maggiore equilibrio tra accusa e difesa
- rafforzamento dell’indipendenza del giudice
- utilizzo di meccanismi come il sorteggio, già adottato in altri ambiti, per ridurre il peso delle correnti
Tajani ha inoltre ricordato la proposta di legge di Forza Italia per risarcire le vittime di errori giudiziari.
Iran e Medio Oriente: “Non è una guerra della Nato”
Sul piano internazionale, il ministro ha affrontato anche la crisi in Medio Oriente, chiarendo la posizione italiana.
“Siamo leali con gli Stati Uniti, ma questa guerra non è di competenza della Nato”, ha affermato, sottolineando che l’Italia non è coinvolta nel conflitto.
Tajani ha evidenziato come gli attacchi siano stati avviati da Stati Uniti e Israele senza un coinvolgimento diretto degli alleati, mentre l’Italia ha condannato le reazioni iraniane contro Paesi non coinvolti.
Impegno italiano nel Mar Rosso e sicurezza energetica
Pur restando fuori dal conflitto, l’Italia mantiene un ruolo attivo nella sicurezza internazionale.
Il ministro ha confermato l’impegno della Marina militare in:
- difesa della libertà di navigazione nel Mar Rosso
- operazioni antipirateria
- protezione delle navi mercantili nell’ambito della missione Aspides
Un’attenzione particolare è rivolta anche allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico petrolifero globale: “Non può essere bloccato, perché c’è un interesse generale sull’energia”, ha spiegato Tajani, indicando la necessità di una soluzione diplomatica sotto l’egida dell’ONU.
“La guerra durerà settimane, non giorni”
Secondo il titolare della Farnesina, il conflitto con l’Iran non si risolverà rapidamente: “Non si concluderà in pochi giorni, ma in alcune settimane”.
Teheran, pur sotto pressione, dispone ancora di risorse militari come missili e droni, ma la comunità internazionale auspica una de-escalation, anche sul fronte del programma nucleare.
Tra politica interna e scenari globali
Dalle riforme interne alla gestione delle crisi internazionali, l’intervento di Tajani traccia una linea chiara: modernizzazione della giustizia, rafforzamento delle istituzioni democratiche e ruolo attivo ma prudente dell’Italia nello scenario globale.
Un doppio fronte – interno ed estero – che resterà centrale nel dibattito politico delle prossime settimane, soprattutto in vista del referendum sulla giustizia.






























