QUIRINALE | Napoli (Coraggio Italia): “Berlusconi? E’ diventato divisivo”

“Se si è già bruciato? Non lo dico io, lo dice Salvini. Serve un candidato che abbia almeno il consenso dell’attuale maggioranza. Gianni Letta? E’ uno dei nomi adatti. Se anche ci fosse una crisi irrisolvibile di governo, passerebbero almeno 6 mesi prima di tornare a votare”

Presidenzialismo, una necessità
Presidenzialismo, una necessità

Osvaldo Napoli, deputato di Coraggio Italia, ex componente di Forza Italia, è intervenuto su Radio Cusano Campus e su Berlusconi presidente della Repubblica ha detto: “Il problema è stato l’errore di metodo per arrivare a questa candidatura. Ponendola in questo modo porta alla divisione e un Presidente della Repubblica non può essere divisivo. Il quadro politico sta cambiando completamente, il presidente Berlusconi avrebbe meritato un’attenzione diversa. Presentarsi candidato in questa maniera è stato un errore perché è apparso divisivo. Se si è già bruciato? Non lo dico io, lo dice Salvini. Noi abbiamo sempre detto che servivano non solo i numeri, ma il consenso stesso. Per Berlusconi servono le condizioni politiche, quindi il consenso di almeno la maggioranza che oggi regge il governo. Il nuovo presidente della Repubblica dovrà avere un feeling notevole con il presidente del Consiglio. Il nostro Paese vive una situazione estremamente delicata, senza un’accoppiata forte il Paese andrebbe in sofferenza, quindi serve un Presidente della Repubblica che abbia il più ampio consenso possibile. La stima, l’amicizia, la riconoscenza verso Berlusconi esiste sempre, ma il Paese deve andare avanti in maniera unitaria. Gianni Letta? Certamente è uno dei nomi, è un personaggio di un equilibrio, di una moderazione, di un senso dello Stato notevole e potrebbe essere uno dei candidati”.

Sul futuro del governo. “Non si può andare a votare domani mattina perché cambia il numero dei parlamentari e ci vuole il tempo per farlo. Se anche ci fosse una crisi irrisolvibile di governo, passerebbero almeno 6 mesi prima di tornare alle urne. In Europa dobbiamo continuare su questo passo e abbiamo quei 230 miliardi da spendere che possono cambiare il Paese. I soldi te li danno solo se i lavori li fai. Abbiamo fatto debiti che dobbiamo ripagare, se non ci fosse un governo forte i problemi sarebbero tanti”.