Un ”importante” e ”largo” piano di privatizzazioni verra’ presentato dal governo in autunno. E’ stato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, a tornare sul tema dismissioni – sui cui era ‘inciampato’ giorni fa il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni – annunciando novita’ che verranno messe a punto nel corso dell’estate. Letta, parlando dalla Grecia, Paese che ha puntato molto sulle privatizzazioni per uscire dalla crisi del debito, incontrando pero’ parecchie difficolta’, non e’ voluto entrare nei particolari di questo piano, per non ”dare adito a speculazioni”. Il premier si e’ limitato a sottolineare che il programma sara’ presentato ”in autunno, appena sara’ definito”. Ora, ha proseguito, ”non sono in grado di dire che cosa e quanto”, ma ”ci lavoreremo fra agosto e settembre”. In ogni caso, ha assicurato, ”ne discuteremo con tutti, ne ho gia’ cominciato a parlare con le parti sociali”.
Gia’ qualche giorno fa, parlando al question time al Senato, il premier aveva delineato la strategia messa a punto per tagliare il debito, parlando di ”valorizzazione del patrimonio immobiliare” e di cessione di ”partecipazioni pubbliche nazionali e degli enti locali”. Anche in quell’occasione Letta era stato avaro di dettagli, limitandosi a ipotizzare la creazione di ”scatole” che valorizzino il patrimonio e di ”razionalizzazione” delle partecipazioni.
Nella vetrina del governo, dunque, verranno certamente esposte consistenti quote di patrimonio immobiliare, per la cui cessione e’ stato gia’ indicato il veicolo che sara’ utilizzato: si tratta della societa’ di gestione del risparmio Invimit, sotto la guida di Elisabetta Spitz. Piu’ difficile capire quali saranno le partecipazioni in via di dismissione: una decina di giorni fa, a margine del G20 finanziario di Mosca, si era consumato il ‘giallo’ delle dichiarazioni di Saccomanni in merito alla possibile cessione di quote di Eni, Enel e Finmeccanica. Un’ipotesi, per altro fortemente criticata da vari esponenti sindacali e politici, smentita a stretto giro dal Tesoro, che parlo’ si’ della possibilita’ di un piano, sottolineando pero’ che nero su bianco non c’e’ ancora il nome di nessuna societa’. Facendo due conti, comunque, il portafoglio di azioni detenute da via XX Settembre vale circa 10 miliardi di euro.
































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