Enzo Jannacci è morto nella sua amata Milano, in un venerdì malinconico, intorno alle 20,30. Cardiologo, attore, cabarettista e cantautore, si è spento a 77 anni, dopo una carriera artistica durata mezzo secolo. Da anni lottava contro il cancro: nell’ultimo periodo le sue condizioni erano peggiorate, per questo era stato costretto a tornare in ospedale. In clinica con lui, quando ha chiuso gli occhi per l’ultima volta, c’era tutta la famiglia. E’ morto avendo attorno a sé tutte le persone amate.
Oggi a Milano, città natale di Jannacci, la camera ardente, che da questa mattina vede centinaia di persone fare la fila per dare all’artista l’ultimo saluto. Ci sono persone comuni, ma anche colleghi medici e artisti, nonché esponenti della politica. Tra i primi ad arrivare questa mattina, in una giornata di pioggia battente, alla clinica Columbus, il cantante Ricky Gianco ("un grande dolore" dice soltanto). Visibilmente commossi e silenziosi l’attore Paolo Rossi, che con Jannacci aveva cantato al Festival di Sanremo nel 1994, e Aurelio Ponzoni, in arte ‘Cochi’, che con Renato Pozzetto aveva cantato diversi brani di Enzo, tra cui la nota ‘Canzone intelligente’.
Proprio Renato Pozzetto lo ricorda così: "La stima per l’artista era infinita. Abbiamo avuto la fortuna di frequentarci. Un uomo capace di momenti tristissimi e subito dopo risate che ancora ricordo. Caratterizzavano il suo modo di vivere. Sempre attento, al servizio della civiltà, del prossimo".
C’è anche Carlo Tognoli, ex sindaco di Milano: “Era un pezzo di Milano e anche della mia vita. L’ho rivisto con commozione, la prima volta ero andato a vederlo da giovanotto al Teatro Gerolamo allo spettacolo ‘Milanin Milanon’. Poi come sindaco avevo avuto numerose occasioni di vederlo. Avevamo anche il barbiere in comune".
Ornella Vanoni su Twitter ricorda il cantante: “Caro amico, matto e geniale, quante giornate felici, quante risate. Che tempi belli abbiamo vissuto insieme. Te ne sei andato e con te se ne è andata anche una parte della mia vita”. E Luciano Ligabue sempre sul social che cinguetta posta un video in cui canta con Jannacci “Certe notti”.
Per Gianni Rivera, ex giocatore, capitano e bandiera del Milan di cui Jannacci era un grande tifoso, al punto da comporre un inno in onore della squadra, Jannacci “con il racconto della sua vita, con quello che ha fatto, scritto e detto, rappresenta un’epoca di ricostruzione dell’Italia, un momento molto bello con tanti personaggi da ricordare, ha rappresentato un mondo che sta finendo e forse difficile da ripetere".
Teo Teocoli: "Non aveva invidia, non faceva competizione, dava sempre tutto a tutti. Di me diceva che non avevo bisogno di lui, non perche’ fossi bravo di mio, ma perche’ ero ingestibile. Mi guardava con affetto. Sapevo che era malato ma non sono riuscito a parlagli in questi mesi, solo con il figlio Paolo. Mi sembra cosi’ strano, stranissimo".
































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