Miami e gli italiani? Uniti dalla guida… – di Roberto Zanni

Immaginate di essere al volante e che la macchina davanti a voi cominci a comportarsi in maniera… strana. Appare la freccia a sinistra, ma invece tira dritto, poi all’improvviso rallenta o ancora peggio frena senza un motivo apparente; ma basta un’occhiata, non appena si è riusciti a evitare il tamponamento, per vedere che chi è alla guida ha ben altro da fare, sta telefonando. Poi c’è chi si infila nella corsia di destra, perchè è semivuota, ma lo fa solo per evitare la fila, deve girare a sinistra e non importa se facendo così si blocca chi sta dietro. Ecco che allora date alcune tracce, la domanda alla quale si deve rispondere diventa all’improvviso difficilissima: in quale città ci troviamo? Ognuno di noi, dipende da dove vive, potrebbe rispondere con il nome della propria di città, ma se ci si trova in America, e si vuole parlare dei peggiori automobilisti in circolazione, il nome da fare è uno solo, Miami! E non solo perchè accanto alle tante desiderate spiagge della Florida purtroppo in tanti non sanno guidare, ma è anche, soprattutto, il risultato di una inchiesta svolta da Slate.com che ha preso in esame i dati relativi agli incidenti, ai decessi ad essi collegati e a quelli dovuti alla guida in stato di ebbrezza, poi ancora ai pedoni, vittime purtroppo quasi quotidiane degli automobilisti di Miami.

I numeri presi in considerazione hanno così portato alla realizzazione di una classifica i cui nei primi cinque posti troviamo addirittura tre città della Florida con Miami che non ha avuto, purtroppo, rivali: è infatti prima per quello che riguarda gli incidenti mortali e per i pedoni investiti. E oltre a questi dati tragici a rendere gli automobilisti di Miami i peggiori in assoluto si aggiunge il comportamento al volante: con oscenità che volano da un’auto all’altra che rappresentano quasi la norma sulle strade della città, che spesso poi sono highway, ma non importa perchè non si perde mai l’occasione quando c’è l’opportunità di instaurare un colloquio con chi ti passa vicino… Le altre due città della Florida a primeggiare in questa classifica del peggio sono Hialeah, che poi fa parte della contea di Miami-Dade e Tampa, entrambe ai vertici per ciò che concerne gli incidenti mortali.

Ma c’è anche un altro aspetto a rendere Miami peggiore, in tutto, quando si parla di guida: l’anno scorso ha primeggiato anche in quello che è chiamato ‘hit and run’, cioè incidenti provocati da un automobilista il quale poi non si ferma per i soccorsi, addirittura ne sono stati calcolati 35 al giorno, cifra da far paura. Ecco che allora, mettendo tutti i dati assieme (non sono state invece prese in considerazione le multe effettuate dalla polizia, non sono ritenute un fattore che incide in quanto anche spesso tra stato e stato ci sono legislazioni diverse e applicazioni non uniformi) Miami ha largamente conquistato la prima posizione, davanti a Philadelphia, terzi i ‘cugini’ di Hialeah, quindi Tampa e infine Baltimore. Dato questo che fa degli  automobilisti di Miami i più italiani d’America, visto che in Europa siamo noi ad essere considerati i peggiori al volante, casomai senza un approfondimento composto da dati inconfutabili come fatto da Slate.com, ma rimane il fatto che la reputazione è quella e c’è poco da fare. Ma un paio di mesi fa in Italia, secondo le elaborazioni eseguite da facile.it, è risultato che, a sorpresa, nessuna se lo aspettava, all’interno dei peggiori  automobilisti si sono distinti i trentini, i quali, negli ultimi dodici mesi hanno avuto l’8,6% della popolazione al volante che si è visto decurtare punti sulla patente, contro una media nazionale che si attesta sul 6,3%. Ma, la domanda è lecita, sono i trentini ad essere i peggiori tra gli italiani o forse il controllo nella regione è un po’ diverso, più soffocante, rispetto ad altre zone dell’Italia? Per fare un paragone per esempio in Puglia hanno visto scendere il proprio saldo punti solo il 3,8% degli automobilisti, in Calabria il 4,15% e in Sicilia il 4,3%. Percentuali ben diverse… Ecco perchè negli Stati Uniti quando si tratta di scegliere i peggiori al volante, quelli veri, non si guardano alle multe, anche perchè la maggior parte delle  amministrazioni, città, contee e stati, preferiscono che i cittadini non sappiano quanto multe vengono comminate, perchè le fluttuazioni potrebbero (e lo sono…) essere viste come una maniera per fare cassa piuttosto che una iniziativa volta a rendere le strade più sicure. Senza dimenticare poi che le statistiche a questo riguardo non sono indicative delle abitudini al volante, ma hanno più a che fare con regole, procedimenti e il modo di farli rispettare piuttosto che con il reale tasso relativo alle infrazioni.